Domanda unica Pac, scatta la proroga al 30 giugno 2026. «Proroga utile in un contesto di difficoltà economiche e complessità operative» dice la Cia Lombardia. Il Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, con decreto firmato il 13 maggio 2026 dal ministro Francesco Lollobrigida, ha stabilito la proroga al 30 giugno 2026 del termine per la presentazione della Domanda unica PAC relativa all’anno 2026. Lo strumento consente agli agricoltori di presentare con un’unica istanza sia le richieste di aiuti diretti sia gli interventi a superficie dello sviluppo rurale.
La domanda è basata sul Fascicolo Aziendale, che deve essere aggiornato prima della trasmissione, mentre per gli interventi a superficie è prevista una compilazione geospaziale precompilata, che può essere confermata, modificata o integrata dal beneficiario. Il decreto conferma inoltre il sistema delle penalizzazioni in caso di ritardo: dopo la scadenza del 30 giugno, le domande sono soggette a riduzioni progressive dell’1% al giorno (3% per alcune tipologie di intervento), fino a un massimo di 25 giorni. Oltre il 25 luglio 2026, le domande diventano irricevibili. (Ci si difende in pre emergenza! Ecco come)
IL COMMENTO DI PAOLO MACCAZZOLA
Sul provvedimento interviene positivamente il presidente di Cia Lombardia, Paolo Maccazzola, che sottolinea: «La proroga al 30 giugno rappresenta una misura concreta di supporto agli agricoltori. In un sistema PAC sempre più articolato e basato su dati geospaziali e fascicoli aziendali aggiornati, disporre di più tempo significa ridurre il rischio di errori e migliorare la qualità delle domande presentate.
Il presidente evidenzia inoltre come l’estensione dei termini possa incidere positivamente sulla gestione aziendale: «Le aziende agricole si trovano a operare in una fase dell’anno particolarmente intensa. Un margine temporale più ampio consente di conciliare meglio gli adempimenti burocratici con il lavoro nei campi, evitando pressioni che spesso si traducono in imprecisioni o ritardi. A questo si aggiunge una situazione generale particolarmente complessa sul piano economico e produttivo.
Un’annata caratterizzata da costi di produzione alle stelle mette ulteriormente in difficoltà le aziende agricole nella programmazione delle attività in campo. Gli agricoltori si trovano a dover compiere scelte agronomiche sempre più difficili su cosa seminare o coltivare, in un contesto segnato da forte incertezza e da prezzi elevati di fertilizzanti, energia e mezzi tecnici. Questa combinazione di fattori rende la pianificazione produttiva ancora più delicata, con il rischio che decisioni condizionate dalla necessità di contenere i costi possano incidere negativamente sulla redditività delle imprese» conclude il Presidente di Cia Lombardia. Autore: Cia Lombardia.
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