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PIEMONTE VERSO LO STATO DI CALAMITA’

agricoltori

La Regione Piemonte ha convocato ieri 14 giugno il gruppo di lavoro che monitora il rischio di perdita del raccolto per cause idriche, allo scopo di identificare le zone ove si rilevano gravi carenze di approvvigionamento irriguo.

L’Osservatorio del bilancio idrico dell’Autorità di Distretto del fiume Po ha, infatti, confermato per il Piemonte lo scenario di severità media senza precipitazioni.  Si è reso quindi necessario un approfondimento per individuare le colture più colpite.

COLPITE TUTTE LE COLTIVAZIONI

Confagricoltura, in base alle notizie riportate dai suoi servizi tecnici territoriali, ha evidenziato che, allo stato attuale, la situazione di carenza idrica sta causando notevoli danni a tutte le colture, a partire dalle foraggere (30 – 40% in meno), ai seminativi ma anche a quelle tradizionalmente più resistenti alla siccità quali la vite e il nocciolo. Si segnalano situazioni critiche anche per i pascoli montani.

REGIONE: SI ALLO STATO DI CALAMITA’

Al termine dell’analisi la Regione ha ritenuto che vi siano ormai le condizioni per predisporre le procedure funzionali alla dichiarazione del carattere di eccezionalità e dello stato di calamità naturale causa siccità. Tuttavia, non è ancora possibile quantificare con precisione gli eventuali danni arrecati alle coltivazioni, condizione indispensabile per accedere ai sostegni del Fondo di solidarietà nazionale.

L’assessorato all’Agricoltura si è inoltre impegnato a verificare la possibilità di intervenire in merito alla regolazione delle portate derivanti da invasi a uso idroelettrico per garantire una maggiore uniformità dei flussi. (Fonte: Confagricoltura Piemonte)

 

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