Il 25 settembre, la nuova Direttrice generale della DG Agri, Elisabeth Werner, ha partecipato ai Praesidia del COPA-COGECA per la prima volta dal suo nuovo incarico.
FOCUS SVILUPPO RURALE
La rappresentante della Commissione ha illustrato come si svilupperà la prossima PAC nel nuovo Quadro Finanziario Pluriennale. La Werner ha provato a spiegare come, oltre al budget obbligatoriamente dedicato all’agricoltura per i pagamenti diretti, le ulteriori misure su sviluppo rurale dovranno essere decise a livello nazionale quando saranno elaborati i Piani Nazionali e Regionali.
PIANO DI AZIONE DEL COPA-COGECA
Il presidente Fini, nel suo intervento, così come tutti i Presidenti delle organizzazioni agricole e delle cooperative europee, ha criticato tra le altre cose la rinazionalizzazione della Politica Agricola Comune. A ciò si aggiunge l’incertezza generata da queste proposte.
Il Copa-Cogeca ha elaborato un piano di azione per rispondere alla Commissione europea e per far comprendere ai legislatori che questa proposta ha superato 10 linee rosse per le associazioni agricole dell’UE.
STRUTTURA A PILASTRI E BILANCIO
- Una struttura proposta per il QFP che è in contrasto con le disposizioni del Trattato: integrare la PAC in un fondo unico viola il Trattato UE e compromette la sicurezza alimentare;
- Riduzione del 20% del bilancio della PAC che non corrisponde alle esigenze e alle ambizioni: i tagli non riflettono le attuali sfide economiche, geopolitiche e climatiche;
- Grave passo indietro nella storia dell’UE: lo smantellamento del carattere comune della PAC minaccia la parità di condizioni e il mercato unico;
- Fine della struttura a due pilastri della PAC uccide la complementarità e la prevedibilità: la fusione dei fondi sacrifica lo sviluppo rurale e la coesione territoriale.
STRUMENTI E AUTONOMIA
- Attuazione che comporterà maggiore complessità, oneri amministrativi e costi: l’approccio del “piano nazionale unico” causerà una costosa riorganizzazione e maggiore incertezza.
- Quadro di reddito irrealistico che mette a rischio un approccio comune a livello UE: i cofinanziamenti differenziati e i contributi nazionali distorcono la concorrenza e minacciano il reddito.
- Strumenti rigidi che non rispettano la diversità della nostra agricoltura: il sostegno basato sulla superficie (degressività/plafonamento) non supporta tutti gli agricoltori essenziali per la sicurezza alimentare.
IMPATTI E LIMITATEZZA DELLE RISORSE
- Il miglioramento della posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento alimentare è compromesso: la competizione per risorse scarse nei programmi operativi rischia di creare disparità tra gli attori della filiera.
- Regressione nel processo di consultazione dell’UE: il metodo della Commissione è inadeguato e senza precedenti (nessuna consultazione o valutazione d’impatto).
Erosione dell’autonomia strategica dell’UE e aumento delle nostre dipendenze: una PAC debole compromette l’autonomia strategica europea e aumenta le dipendenze esterne. Autore: Cia
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