PASTICCIO ASSICURAZIONI

FacebookGoogle+LinkedinTwitterWhatsAppPrintEmail«La quota comunitaria c’è, circa 70 milioni di euro. La quota nazionale no. Gli agricoltori che hanno contratto l’assicurazione contro le calamità naturali che dovrebbero essere rimborsati per il...

SOLDI3«La quota comunitaria c’è, circa 70 milioni di euro. La quota nazionale no. Gli agricoltori che hanno contratto l’assicurazione contro le calamità naturali che dovrebbero essere rimborsati per il 65 per cento saranno rimborsati quest’anno solo del 27 per cento». Lo spiega così Confagricoltura il nuovo rebus finanziario che taglia le gambe ai nostri agricoltori. Il pasticcio emerge dalla circolare Agea del 15 giugno 2015 n. 294. In sostanza, considerata la assenza di fondi nazionali integrativi, gli agricoltori riceveranno poco più di un terzo di quanto si aspettavano, come primo acconto ed in attesa che il Mipaf trovi le risorse per Il pagamento della restante parte del contributo. Dal 2015 cambia il modello di sostegno alle assicurazioni agevolate: i contributi pubblici saranno erogati attraverso il piano di sviluppo rurale nazionale, la cui dotazione finanziaria ammonta a 716 milioni di euro di soli fondi europei per il periodo 2014-2020, ai quali si deve aggiungere l’aliquota di cofinanziamento nazionale. Per un totale di spesa pubblica di 1,4 miliardi di euro… Ovviamente, la notizia crea incertezza e polemiche. Ci mette del suo l’assessore all’agricoltura della Lombardia, Gianni Fava: «È inaccettabile che Agea comunichi solamente ora, abbondantemente fuori tempo massimo, che il ministero delle Politiche agricole non è in grado reperire le risorse per il rimborso delle assicurazioni già contratte dagli agricoltori, lasciandoli di fatto scoperti. È una vergogna». L’assessore ha appena finito di scagliarsi contro via XX settembre (che tace) per i ritardi che impediranno agli agricoltori lombardi di ricevere l’anticipo della Pac e apre il vaso di Pandora di Agea, la quale, in assenza di fondi nazionali aggiuntivi, non può procedere al pagamento integrale dell’aiuto fino alla misura massima del 65% della spesa ammessa a contributo. «Questa notizia – aggiunge Fava – è uno schiaffo alle imprese agricole del territorio e agli imprenditori che con il loro lavoro fanno sì che la Lombardia sia la prima regione agricola d’Italia, ma è anche l’ennesima dimostrazione che lo stato italiano è fallito». Eppure secondo la Lombardia i fondi ci sarebbero, dal momento che 1.680 milioni di euro che lo Stato ha trattenuto alle Regioni per il Pon sulle assicurazioni, ma che ad oggi non ha visto la luce. «L’apoteosi dell’inefficienza» per Fava. (18.06.2015)

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