PAC, UPA PAVIA FA IL PUNTO

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Conoscere per crescere, la newsletter dell’Unione agricoltori di Pavia, illustra alcune novità emerse in questi giorni in occasione degli incontri ministeriali con le organizzazioni agricole e le regioni. In particolare, nella newsletter diffusa agli iscritti, si circostanziano gli elementi alla base del pacchetto di risorse che il Mipaaf ipotizza di destinare ai cosiddetti “pagamenti accoppiati” ex articolo 52 del Reg. n. 1307/2013. “Il Mipaaf sta definendo le prime ipotesi per l’utilizzo delle risorse dei pagamenti diretti assegnati all’Italia con la riforma della PAC “verso il 2020” che potranno essere utilizzati dal 2015 in poi per la concessione di pagamenti accoppiati a particolari settori in difficoltà e di importanza socio-economica-ambientale. Attualmente il Mipaaf ha diffuso solo una tabella di ripartizione delle risorse che individua i comparti che beneficerebbero delle misure e che assegna i relativi importi. La descrizione delle misure è stata illustrata solo verbalmente alle organizzazioni professionali e agli Assessori regionali. Anche per tale motivo i dettagli delle misure, che sono essenziali per una compiuta valutazione, sono solo indicativi. In ogni caso si ritiene opportuno illustrare di seguito le misure ipotizzate dal Mipaaf distinte per comparto e con accanto un’ipotesi di importo unitario che potrebbe essere concesso per ettaro e per capo. Il tutto con alcune prime considerazioni e valutazioni”. il Mipaaf ha chiarito che non intenderebbe concedere pagamenti accoppiati legati all’utilizzo di sementi certificate né per la produzione/moltiplicazione di sementi. La newsletter segnala che “gli importi unitari indicati sono da ritenersi solo puramente orientativi non solo per gli scarsi dettagli forniti ma anche perché dipenderanno dalle superfici e dai capi dichiarati. D’altronde, non sono neanche stati forniti gli importi unitari per tutte le misure “accoppiate” proposte”. Secondo l’Upa, a proposito del pagamento accoppiato, “la proposta appare ancora poco dettagliata e purtroppo per una corretta valutazione occorrono maggiori elementi che potrebbero cambiare anche notevolmente la convenienza dei produttori, l’efficacia delle misure e la distribuzione delle risorse tra le regioni”. Ma veniamo al riso. Secondo il piano attuale (datato 10 aprile) il sostegno accoppiato al 15% destina al riso 40 milioni di euro, pari al 7% (tutti i seminativi assorbono il 28,6), concedendo, precisa l’Upa, “un pagamento che dovrebbe aggirarsi intorno ai 170 eur/ha vincolato all’adesione alla misura prevista dalle regioni interessate dalla coltivazione nei rispettivi Piani di Sviluppo Rurale che dovrebbe essere prevista dalle Regioni vocate”. (24.04.14)

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Risicoltura
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