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L’EUROPA SANZIONA MYANMAR

da | 20 Apr 2021 | NEWS

Il Consiglio dei ministri degli Affari Esteri dell’Unione Europea ha varato nuove misure restrittive contro le importazioni da Myanmar per stigmatizzare il colpo di Stato e le violazioni dei diritti umani provocate dai militari birmani. L’intesa politica raggiunta dal Consiglio riguarda anche la limitazione dell’attività della “Myanmar Economic Corporation”, da cui dipende la gran parte delle esportazioni di riso prodotto localmente. L’Ente è gestito dall’esercito di Myanmar.

Il provvedimento dovrebbe ridurre complessivamente le importazioni di riso Japonica da quel Paese, che, grazie alle concessioni della UE, basate sulla soppressione dei dazi doganali, sono passate da 31.500 a 158.700 tonnellate nel periodo 2018-2020. (ULTIME NOTIZIE DALLA RISAIA).

Unione Europea contro il Myanmar

«Un atto scontato e inevitabile da parte dell’Unione europea, di fronte alle brutali repressioni seguite al colpo di Stato in Myanmar. Le concessioni commerciali dell’Unione sono finalizzate a favorire lo sviluppo dei Paesi meno avanzati e non possono andare a vantaggio di chi non rispetta i fondamentali diritti civili» ha commentato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. “«L’aumento delle importazioni dalla Birmania – sostengono Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – è destinato inevitabilmente a sostenere i golpisti in divisa al centro dell’accusa di violazione dei diritti umani ma anche di “genocidio intenzionale” per i crimini commessi contro la minoranza musulmana dei Rohingya alla quale sono stati sottratti i terreni coltivati.  Alla luce del colpo di Stato e della repressione di regime è quindi necessario adottare misure restrittive come hanno fatto altri paesi per costringere il regime del Paese asiatico a sospendere la dura repressione in atto».

«L’Europa – afferma il Presidente dell’Ente Nazionale Risi Paolo Carrà –  ha finalmente riconosciuto la necessità di sanzionare i responsabili del golpe anche attraverso misure restrittive del mercato del Myanmar gestito dall’esercito. Il Consiglio dell’Ue si è finalmente reso conto, come stiamo affermando da anni, che le misure EBA che permettono di azzerare il dazio in ingresso in Europa dei prodotti originari del Myanmar, tra cui il riso, non hanno nessun effetto benefico per gli agricoltori birmani rappresentando solo un business solo per gli esportatori».

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