L’ENTE RISI “SALVA” L’ACCOPPIATO AL SEME

Il Ministero scrive a Carrà: inviata una nota interpretativa ad Agea per ammettere l'aiuto anche ai moltiplicatori

L’Ente Nazionale Risi è riuscito a convincere il governo a riammettere i moltiplicatori di seme di riso all’aiuto accoppiato. Il linguaggio è prudente, ma la notizia è chiara: «è in via di soluzione il problema dell’aiuto accoppiato riso anche alle superfici legate ad un contratto di moltiplicazione a seguito di una nota interpretativa inviata dal MIPAAF ad AGEA». Citiamo il passaggio centrale della risposta fornita dal Ministero al presidente dell’Ente Risi Paolo Carrà che aveva scritto per difendere l’aiuto e che oggi «prende atto con soddisfazione che il governo ha riconosciuto le argomentazioni dell’Ente e attende un provvedimento formale che chiuda la vicenda». L’Ente Risi si era opposto con una lettera alla decisione di non ammettere più al pagamento accoppiato (PAC 2018) le coltivazioni di riso soggette a contratto di moltiplicazione, sostenendo che «non si condividono né le ragioni tecnico/giuridiche poste alla base di una simile decisione, né la tempistica d’assunzione del provvedimento, che è stato reso noto a sottoscrizione già avvenuta dei contratti di moltiplicazione». l’Ente Risi aveva contestato in particolare l’ipotesi che l’aiuto accoppiato – previsto dalla regolamentazione comunitaria, e disciplinato dal decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali n. 5602 datato 11/10/2016 – venisse considerato alla stregua dell’ormai soppresso aiuto alle sementi di riso, perchè l’accoppiato è un aiuto concesso alla superficie a riso mentre l’aiuto alle sementi certificate di riso era un aiuto erogato sulla quantità di prodotto raccolto e certificato, tant’è vero che erano cumulabili. La notizia della possibile soppressione aveva scatenato reazioni preoccupate da parte delle confederazioni agricole (leggi la posizione di Confagricoltura e la posizione di Coldiretti). 

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