LA FUGA DAL SEME CERTIFICATO SI E’ FERMATA

ESCLUSIVO: secondo i dati Crea non c'è stato un ulteriore aumento del reimpiego di seme aziendale

La fuga dal seme certificato si è fermata e i risicoltori italiani tornano a investire sulla qualità, soprattutto se si tratta di seminare risi del gruppo Carnaroli. Sono le prime tendenze che emergono dal rapporto Crea sul seme certificato (SCARICA IL DOCUMENTO CREA), secondo il quale la semente certificata del 2016/2017 ammonta a 42.064 tonnellate. Sono circa 10mila in meno dell’anno scorso ma, tenuto conto della flessione annunciata dalle denunce di semina pubblicate dall’Ente Nazionale Risi e della semente esportata (questo dato non è ancora stato diffuso), si può parlare di una sostanziale stabilità. Ciò significa che il reimpiego interessa ancora il 30% della risaia italiana, ma, almeno, il ricorso al seme aziendale non è aumentato, malgrado la crisi delle aziende risicole. Un altro dato interessante riguarda il gruppo Carnaroli, che rappresenta circa il 10%, segno che i risicoltori impegnati nella produzione delle varietà più pregiate hanno deciso di investire sulla qualità, malgrado il mercato quest’anno non abbia premiato i risi da interno.

 

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Risicoltura
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