LA COMMISSIONE E LA CLAUSOLA: SÌ, NO, FORSE…

La Malmström risponde a Ciocca (Lega): nel decidere sulla clausola contano quote di mercato e prezzi

Risposta sibillina del commissario europeo Cecilia Malmström all’eurodeputato Angelo Ciocca che aveva interrogato la Commissione dopo l’accertamento delle violazioni dei diritti umani in Cambogia, chiedendo di sospendere le preferenze tariffarie: «Le preferenze tariffarie nell’ambito dell’iniziativa “Tutto tranne le armi” (Everything But Arms, EBA) possono essere revocate qualora sussistano alcune delle circostanze eccezionali di cui all’articolo 19 del regolamento (CE) n. 978/2012, in particolare in caso di violazioni gravi e sistematiche dei principi contenuti nelle convenzioni relative ai diritti umani e ai diritti dei lavoratori.

L’UE ha intensificato il proprio impegno – scrive la Malmström – con la Cambogia in risposta alle gravi preoccupazioni per il continuo peggioramento delle condizioni di democrazia, del rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, come segnalato anche dal Parlamento europeo e dal Consiglio. In seguito a questo impegno, nel luglio 2018 si è svolta una missione congiunta del Servizio europeo per l’azione esterna e dei servizi della Commissione in Cambogia. La Commissione analizzerà in via prioritaria le informazioni raccolte durante la missione, tra cui ulteriori comunicazioni scritte da parte delle autorità cambogiane. La Commissione terrà conto inoltre di tutte le fonti di informazioni affidabili e accurate, tra cui le relazioni degli organi di monitoraggio secondo le 15 convenzioni rilevanti delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Su tale base, la Commissione deciderà in merito a ulteriori misure, che potrebbero includere l’avvio della procedura per la revoca delle preferenze».

Il passaggio più delicato però è questo: «La Commissione ha inoltre avviato una procedura di inchiesta di salvaguardia in data 16 marzo 2018 a norma dell’articolo 22 del regolamento n. 978/2012, e al momento sta svolgendo un’indagine per stabilire se le esportazioni di riso dalla Cambogia e dal Myanmar/Birmania in Europa causino o rischino di causare gravi difficoltà ai produttori dell’Unione». E soprattutto la conclusione della risposta si presta a molte interpretazioni: «Diversamente dal sistema di monitoraggio “Tutto tranne le armi”, tale analisi è basata principalmente su indicatori economici come quota di mercato, produzione, importazioni e prezzi».

Ciocca aveva chiesto: «Con le recenti elezioni in Cambogia abbiamo assistito all’ennesima conferma del mancato rispetto dei diritti umani, della democrazia e del liberismo nel paese del Sud Est asiatico.

Le elezioni non sono state in alcun modo libere viste le censure delle voci discordanti, la violazione continua dei diritti umani e gli arresti arbitrari degli oppositori.

Permangono altresì le violazioni dei diritti umani dei lavoratori, documentate costantemente dai mezzi di informazione e recentemente confermate dalla stessa Commissione europea.

In considerazione del fatto che il regime EBA concede unilateralmente agli esportatori dei paesi meno sviluppati (PMS) l’accesso al mercato europeo in esenzione da dazi e contingenti per tutti i prodotti (ad eccezione di armi e munizioni), al fine di contribuire allo sviluppo economico di questi paesi, e che tale regime è strettamente correlato all’osservanza, da parte dei paesi aderenti, del pieno rispetto dei diritti umani, può la Commissione riferire se e in quale misura intende prendere in considerazione quanto descritto, anche in relazione all’inchiesta di salvaguardia recentemente avviata nei confronti delle esportazioni di riso a dazio zero dalla Cambogia?» (Nella foto, la sede della Commissione europea)

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