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LA CINA SVUOTA I MAGAZZINI

da | 22 Apr 2021 | Internazionale

Stoccaggio cereali

La Cina sovvenziona la produzione e lo stoccaggio delle scorte di grano e riso per tutelare la sicurezza alimentare della sua popolazione, e le riserve, quando non utilizzate, vengono poi messe all’asta per sgonfiare un mercato che punta al rialzo, con effetto calmiere. Lo riferisce Gaotrade, operatore specializzato nell’informazione sui mercati internazionali.

Le fonti cinesi riferiscono che questa settimana gli aggiustamenti apportati alle offerte di apertura nelle aste in corso rivelano la determinazione dei funzionari a smaltire le eccedenze di grano e riso acquistati dal 2014 al 2019 nell’ambito del programma di sostegno dei prezzi. Meno di 50 milioni milioni di tonnellate di grano e oltre 100 milioni di tonnellate riso in eccedenza sono ancora a disposizione dopo una serie di aste tenute l’anno scorso; lo scopo è ridurre le riserve. Il servizio di notizie sul mercato cerealicolo è gestito e controllato dalla Sinograin, la China’s Grain Reserve Corporation.

Grano all’asta in Cina

Prevedibile l’enorme effetto di una circolare del 12 aprile che ha aumentato il prezzo di apertura delle aste di grano di 60 yuan la tonnellata (6,52 yuan =1 $), una mossa interpretata dalla stampa cinese come un segnale per aumentare il prezzo del nuovo raccolto che inizierà il mese prossimo.

La prima asta relativa al grano che si è tenuta dopo l’aggiustamento ha portato un prezzo medio più alto, ma solo il 10% del prodotto offerto è stato effettivamente venduto. L’asta del 14 aprile ha avuto un prezzo medio di vendita di 2401 yuan (369 dollari) per tonnellata, 52 yuan in più rispetto all’asta precedente. Tuttavia, solo 910.000 tonnellate delle 4 milioni di tonnellate offerte sono state commercializzate. Gli scarsi risultati sono dovuti allo stato non ottimale del settore della farina:  i potenziali acquirenti aspettano che il nuovo raccolto di grano arrivi sul mercato.

I funzionari hanno ridotto i prezzi a base l’asta per il riso lavorato medio di varietà Japonica perché sperano di poter mettere sul mercato l’enorme riserva accumulata: in questo caso si spera che le quotazioni più bassi consentano di coprire gli alti costi di trasporto del riso dall’area dove è attualmente stoccato, nella regione nord-orientale del Paese.

La riduzione dell’offerta di partenza del riso varia a seconda dell’anno di produzione: è stata tagliata di 25 yuan per il riso 2019, 30 yuan per il riso 2018 e 10 yuan per il riso 2017, partendo da una base che variavada 2540 yuan (389 dollari) a 2625 yuan (402 dollari) per tonnellata di riso lavorato, mentre il prezzo minimo di acquisto del risone gli stessi anni era di 3000 yuan (460 dollari) per il 2017 e 2600 yuan (398 dollari) per il 2018-2020.

La stampa locale cinese aggiunge anche che le riserve di riso lungo non sono così preoccupanti, tanto che le quotazioni di partenza per questa varietà sono state aumentate per le annate 2017 e 2019 e tagliate di 10 yuan per il 2018.

Prezzi all’asta di grano e riso in Cina

I prezzi a base d’asta per il riso lungo lavorato variavano da 2500 ($ 383) a 2560 yuan/($ 392) la tonnellata.  Nell’ultima asta, sono state vendute meno di 320.000 tonnellate di riso a chicco lungo su un totale di un’offerta di 1,6 milioni di tonnellate.

Gli attuali prezzi di mercato del grano e del riso in Cina sono al di sopra del loro livello relativamente basso di un anno fa, quando la Cina stava uscendo dal lockdown causato dalla pandemia.

Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica, il prezzo medio del grano è balzato a 2565 yuan/tonnellata a metà gennaio –165 yuan sopra il prezzo di un anno fa – quando le aste di grano vendevano il 100% del grano offerto. All’inizio di aprile il prezzo medio era sceso a 2535 yuan, ma va ricordato che i prezzi del grano scendono di solito durante il mese di giugno, quando arriva il nuovo raccolto.

I prezzi del riso medio di varietà Japonica sono risultati più alti dell’anno scorso, ma ancora al di sotto dei livelli del 2018 e del 2019.

Un’ondata di accaparramento di riso nell’aprile dell’anno scorso, quando la Cina è uscita dal lockdown, ha infatti causato un’impennata dei prezzi del riso medio lavorato.

Il prezzo del riso medio riportato dall’ufficio statistiche all’inizio di aprile 2021 era di 4060 yuan (640 dollari) la tonnellata (base lavorata).