ITALIA ESCLUSA DALLA VALUTAZIONE DEL GLIFOSATO

Riprende l'iter per una nuova autorizzazione o la bocciatura

Si torna a discutere dei residui massimi consentiti del glifosato: ad occuparsene è l’Efsa, l’Autorità per la sicurezza alimentare dell’Unione Europea con sede a Parma. Come si ricorderà l’Ue ha rinnovato l’autorizzazione all’uso della sostanza fino al 15 dicembre 2022, ma tre anni prima, quindi tra circa un mese, occorre avviare le procedure di valutazione. Nel gruppo di nazioni a cui è affidato il compito di questo procedimento, l’Italia però ancora una volta resta tagliata fuori.  Nel marzo 2019 la Commissione europea ha infatti annunciato l’intenzione di nominare un gruppo di Stati membri correlatori della prossima valutazione del glifosato. Se il piano verrà approvato, il gruppo di valutazione del glifosato esaminerà il fascicolo di richiesta e preparerà un rapporto sulla valutazione del rinnovo, che sarà esaminato dall’EFSA nel 2021. Il gruppo di valutazione comprenderà rappresentanti di Francia, Ungheria, Paesi Bassi e Svezia. La valutazione del glifosato da parte dell’Efsa nel 2017, che ha poi portato al rinnovo dell’autorizzazione, è stata pesantemente criticata. Nel settembre 2017 su diversi organi di stampa europei sono apparsi articoli che mettevano in dubbio l’integrità della valutazione del glifosato da parte dell’Ue, in particolare il contenuto della relazione di valutazione presentata all’EFSA dall’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi. L’Efsa ha replicato con una dichiarazione in cui difendeva la fondatezza della valutazione dell’Ue e sottolineava che le accuse si basavano su un fraintendimento circa il processo di revisione tra pari, tenendo inoltre conto, secondo quanto riferisce l’Agenzia, dei dati che riguardano la valutazione della cancerogenicità del principio attivo. Ora l’iter ricomincia, per arrivare ad una nuova autorizzazione o bocciatura del glifosato.

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