INCUBO FATTURA ELETTRONICA

Dal 1° gennaio 2019 sarà obbligatoria anche per le aziende agricole. Ecco come stanno preparandosi

La fattura elettronica, dal 1° gennaio 2019, sarà obbligatoria anche per le aziende agricole. La gestione non sarà basata solo sulla mera digitalizzazione del documento ma su un processo ben più complesso che prevede un sistema di emissione, trasmissione e conservazione. Verrà utilizzato un software appositamente predisposto per la gestione totale di una serie di file prodotti in formato XML. Quale sarà la procedura da seguire?

La procedura da seguire

Quello che oggi avviene tra privati e pubblica amministrazione avverrà anche tra privati, quindi chi emette la fattura dovrà utilizzare la firma elettronica qualificata, per garantire la genuinità delmateriale e l’integrità delle informazioni. Per richiedere il certificato delle firma qualificata bisogna fare riferimento nell’elenco dei certificatori autorizzati che sono stati indicati nel sito dell’Agenzia per l’Italia digitale www.agid.gov.it. Le procedure di invio della documentazione saranno effettuate mediante ilSistema di Interscambio (Sdi), gestito dall’agenzia delle Entrate, che permette di trasmettere le fatture elettroniche, attraverso Pec, Web service, Ftp, ecc.

E se compro il carburante?

Per ciò che concerne la fatturazione elettronica in caso di acquisto di carburante per esempio, se l’acquirente non riceve fattura in un tempo previsto di massimo quattro mesi, può emettere l’autofattura elettronica evitando la sanzione, mentre la conservazione del documento avverrà mediante SDI. Facendo riferimento alla legge di bilancio n. 205/2017, art. 1, commi 909 ess., è stato stabilito che dal 1^luglio, se un’impresa agricola acquista carburante per i mezzi aziendali, dovrà informare il rivenditore, che nella stessa giornata di acquisto dovrà emettere la fattura in formato elettronico.

L’obbligo di chi è?

L’obbligo di emissione delle fatture elettroniche riguarda tutti i contribuenti titolari di partita IVA, ad esclusione degli agricoltori in regime Iva di esonero (ovvero che realizzano un volume d’affari annuo non superiore a 7000 euro), oppure di coloro che, svolgendo attività extra agricole d’impresa o lavoro autonomo, rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” e di quelli compresi nel cosiddetto “regime forfettario”.

Quali sono le sanzioni?

Quali sono le sanzioni previste per il mancato adeguamento? I soggetti passivi di IVA sono esonerati dall’emissione della fattura, ma dovranno seguire le disposizioni in merito all’autofattura, che verrà emessa dall’acquirente in formato elettronico; in caso di mancata emissione, la fattura risulterà omessa e, quindi, soggetta a una sanzione, che corrisponde al 90-180% dell’IVA prevista nel caso in questione.

Ecco come si prepara la Cia

«In Europa l’Italia è il primo paese ad adottare questo sistema – afferma Giovanni Daghetta, Presidente CIA Lombardia -. Sul piano pratico i risicoltori non avranno particolari diversità; il sistema pone tutti davanti ai medesimi vantaggi: per esempio, si tratta di un sistema che mira con il tempo ad abbandonare il supporto cartaceo, il quale comporta una serie di costi e sprechi aggiuntivi relativamente alla stampa, ai materiali, ai trasporti e alla spazio utilizzato per la conservazione. Una delle problematiche che invece potrebbero scaturirne è legata ai collegamenti di linea, la recezione della rete, si sa, nelle zone rurali o montane ha già creato in passato svariati disagi. Per la CIA gli associati che vorranno utilizzare la piattaforma informatica“SEMPLICE FE”, potranno farlo a costo zero semplicemente richiedendo agli uffici la password di accesso loro dedicata. Così facendo potranno gestire in piena autonomia sia la fase di emissione e invio delle proprie fatture, potendo altresì visualizzare le fatture ricevute. In alternativa CIA offre l’assistenza necessaria presso i propri uffici e siamo pronti a dare supporto anche attraverso convegni ed incontri».

La Coldiretti è pronta

«L’obbligo della fatturazione elettronica rivoluzionerà il modo di operare di tutti i settori, compreso quello, agricolo – sottolinea Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia – Noi siamo pronti, e la nostra Organizzazione sta mettendo in campo tutte le sue risorse e competenze. Per rispondere a tutte le domande dei nostri soci abbiamo già organizzato numerosi incontri formativi in tutta la provincia di Pavia, partendo proprio da Mortara». Recentemente, alla borsa merci di Mortara si è svolto un incontro a cui hanno partecipato oltre 200 agricoltori. Altrettanti hanno affollato le riunioni che si sono svolte a Pavia e Corteolona, altre zone risicole. «A tutti gli imprenditori agricoli i nostri tecnici hanno illustrato gli adempimenti necessari – dice ancora il presidenti di Coldiretti Pavia –presentando anche quanto è già a disposizione dei nostri associati grazie al Portale del Socio Coldiretti (https://socio.coldiretti.it), come il nuovo servizio di Fatturazione digitale».

Le fatture corrono sul web

«Questo servizio – spiegano gli esperti del Settore Fiscale di Coldiretti Pavia – offre la gestione digitalizzata delle fatture integrata con l’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa, facilitata da un programma che consente di monitorare prodotti, listini e clienti direttamente da pc, tablet o smartphone. Grazie al collegamento integrato con Impresa Verde le fatture giungeranno automaticamente agli uffici Coldiretti, evitando file e facendo guadagnare tempo per l’attività agricola».

Confagricoltura si affida alla App

«Per cultura e tradizione il mondo agricolo si è sempre basato su un rapporto diretto, questo sistema senza dubbio creerà un cambiamento di non poco conto per il settore» sono invece le parole di Ugo Ghezzi, Confagricoltura Sezione di Mortara, il quale aggiunge: «il software gestionale Zucchetti, cui ci affidiamo, oltre a fornire il servizio di fatturazione ed archiviazione elettronica, offre un’App gratuita tramite cui l’agricoltore potrà scaricare autonomamente in PDF. Inoltre il 12 dicembre ci sarà un incontro dedicato a questo tema volto a chiarire gli eventuali dubbi». Autore: Martina Fasani

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