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IL VIETNAM LIBERALIZZA L’EXPORT

da | 26 Ago 2018 | Internazionale

Il Vietnam allenta la stretta sugli esportatori di riso: un nuovo decreto stabilisce che per esercitare questa attività non è più richiesto possedere almeno un magazzino, con una capacità minima di stoccaggio di 5.000 tonnellate, e un impianto di lavorazione minimo da 10 tonnellate, per ottenere una licenza per la spedizione di alimenti di base all’estero.

A seguito della proposta del ministro dell’Industria e del commercio Tran Tuan Anh, il governo ha recentemente emanato il decreto 107/2018 sulle attività di esportazione del riso, in sostituzione del precedente decreto 109/2010. Si prevede che il nuovo provvedimento faciliterà l’attività dei commercianti di riso.
La maggior parte delle barriere per il commercio del riso, in particolare quelle che colpiscono i piccoli commercianti, sono state rimosse. Secondo il precedente decreto, i magazzini e gli impianti di lavorazione dovevano essere situati nelle province o città da cui il riso veniva esportato.

Il nuovo decreto non stabilisce le dimensioni dei magazzini o degli impianti, purché rispondano agli standard tecnici e ai criteri indicati dalle agenzie competenti. I commercianti possono ora affittare queste strutture, con un periodo minimo di affitto di cinque anni per contratto. Tuttavia chio ha già ottenuto licenze per l’export non può affittare il proprio magazzino o impianto a terzi. Ciò impedirà ad altri operatori economici di utilizzare queste strutture per ottenere licenze di esportazione. I dipartimenti locali dell’industria e del commercio sono stati incaricati di collaborare con i rispettivi organismi dell’agricoltura e dello sviluppo rurale e con le altre agenzie competenti per intraprendere attività di controllo post-ispezione dei magazzini e dei mulini che hanno ottenuto i permessi.