«IL SEGRETO È ALTERNARE BAGNATO E ASCIUTTO»

Marco Romani (Ente Risi) illustra gli studi in corso sull'irrigazione del riso
Marco Romani

Concludiamo la carrellata di studi su irrigazione ed emissioni – fornitaci da Chiara Bertora dell’Università di Torino dopo la pubblicazione dell’articolo https://www.risoitaliano.eu/la-pac-rilancera-lasciutta/ – sentendo il parere di Marco Romani dell’Ente Risi: «Stiamo lavorando alla messa a punto di una nuova tecnica di gestione dell’acqua, definita “Alternate Wet and Drying” (AWD) in inglese, che significa, letteralmente, alternare bagnato e asciutto – ci spiega -. L’obbiettivo è conciliare due esigenze che abbiamo oggi in risicoltura: la mitigazione dei gas serra emessi e lo sfruttamento efficace della risorsa idrica, in particolare ad inizio stagione quando è abbondante».

Capire il momento

Alla base di questo lavoro vi è l’osservazione che «con una semina in acqua classica si riuscirebbe a sfruttare la risorsa quando è abbondante, per poi effettuare una gestione alternata delle sommersione, chiaramente non uguale per tutti, per evitare che si perdano le fondamentali fonti secondarie d’acqua. Il punto è capire quali siano i momenti più opportuni per avere questa alternanza, al fine di escludere un calo produttivo, insostenibile per i risicoltori nelle situazioni odierne di mercato, che costringono ad una resa alta. I sistemi attuabili e già attuati in altre parti del mondo sono molteplici, noi dobbiamo individuare quello più adatto alle nostre zone».

Due esigenze

Riassumendo gli obbiettivi sono: «mantenere o aumentare la produttività, mitigare le emissioni, utilizzare l’acqua quando questa è maggiormente disponibile e diminuire l’inquinamento delle acque, sfavorendo la migrazione dei fitofarmaci attraverso un uso più calibrato della risorsa idrica – commenta Romani -. Chiaramente abbiamo già effettuato studi riguardo a queste tematiche ma riteniamo che sia necessario entrare sempre di più nel particolare per poterle trasmettere in modo concreto alle aziende. Nei prossimi anni abbiamo in programma di proseguire gli studi attraverso progetti che attualmente sono in corso di valutazione, ma che consentirebbero di affrontare la tematica con un approccio multidisciplinare e con il supporto dell’Università di Torino e Milano. Il pacchetto di intenzione dei prossimi anni è, dunque, dare le maggiori cognizioni di causa possibili agli agricoltori, così che essi possano affrontare concretamente la campagna con questo regime di adacquamento, cercando di analizzare tutte le possibili variabili, che sono numerose e che vanno conosciute prima dell’impiego della tecnica a scala territoriale». Autore: Ezio Bosso

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