IL MIGLIOR AROMATICO DEL MONDO

Il riso cambogiano Malys Angkor conferma il proprio primato alla conferenza di Hanoi

Il riso aromatico cambogiano Malys Angkor è stato proclamato miglior riso del mondo per il 2018. In finale, il 12 ottobre durante la conferenza mondiale del riso aromatico che si è tenuta ad Hanoi, ha superato varietà provenienti  dal Vietnam, dalla Thailandia e dall’Italia, aggiudicandosi il prestigioso titolo per la quarta volta nel giro di pochi anni. Il riso cambogiano ha infatti vinto questo titolo quattro volte: nel 2012, 2013, 2014 e 2018. Dall’inizio dell’anno il Governo cambogiano ha puntato proprio su questa varietà per rilanciare l’export, attribuendogli un marchio vero e proprio. Una competizione globale, quella vinta dalla varietà cambogiana, che si è tenuta dal 10 al 12 ottobre ad Hanoi, capitale del Vietnam, nell’ambito della decima Conferenza mondiale sul riso.

La Cambogia ha esportato più di 271.000 tonnellate di riso semigreggio durante i primi sei mesi di quest’anno. Nel 2017 ha prodotto 10,5 milioni di tonnellate di riso – con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente – ed ha esportato più di 600 000 tonnellate. Secondo il Ministero dell’Agricoltura, l’anno scorso più di 60 paesi hanno acquistato riso cambogiano.

La Cina è il più grande importatore di riso cambogiano, seguito da Francia e Polonia. Le esportazioni verso il mercato cinese sono salite del 57% lo scorso anno. C’è però una piaga: il contrabbando. Lo scorso marzo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha riferito che quest’anno il 44 per cento delle esportazioni di riso dalla Cambogia vengono contrabbandate attraverso il confine attraverso canali informali. Secondo la Fao, le esportazioni di riso nel 2018 raggiungeranno 1,35 milioni di tonnellate, ma solo 750.000 tonnellate di riso saranno ufficialmente registrate. Secondo il Ministero dell’agricoltura cambogiano, questo problema è legato alla mancanza di riserie e alla scarsa capacità di stoccaggio nel paese, costringendo i produttori a vendere il loro riso greggio a commercianti che poi lo lavorano oltre confine.

Mentre l’80% della popolazione cambogiana dipende totalmente o parzialmente dall’agricoltura per il proprio sostentamento, e il 90% dei cambogiani che vivono al di sotto della soglia di povertà vivono in aree rurali, la Fao ritiene che il settore agricolo rimanga fondamentale per ridurre la povertà. povertà in Cambogia nei prossimi anni.

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