IL MERCATO TORNA A MANGIARE SUSHI

Crescono le quotazioni del Selenio dopo la batosta del lockdown
Una seduta della Borsa risi di Vercelli prima dell'emergenza

Si torna a mangiare Sushi? Così sembrerebbe, data la timida ripresa del Selenio, che, dopo il periodo Covid-19 con proposte scarse (se non inesistenti), ora vede un primo piccolo segnale positivo. «Prezzi invariati rispetto alla settimana precedente ad eccezione del Tondo per il quale si è ravvivato l’interesse – conferma Adelio Grassi, mediatore del novarese – A fronte di circa il 90% di risone ritirato e di molte varietà vicino all’esaurimento, il mercato appare molto tranquillo con poca richiesta da parte dell’industria». Secondo gli ultimi dati dell’Ente Nazionale Risi: «i trasferimenti dei produttori di questa settimana hanno interessato 25.828 tonnellate di risone. La tipologia più trasferita è risultata quella dei “lunghi A” con 8.286 tonnellate, seguita dai “lunghi B” con 8.229 tonnellate, dai “tondi” con 6.940 tonnellate e dai “medi” con 2.373 tonnellate. Dall’inizio della campagna i trasferimenti totali risultano pari a 1.416.820 tonnellate, in aumento di 85.608 tonnellate (+6%) rispetto alla campagna precedente, e coprono il 91% circa della disponibilità vendibile. Rimangono ancora da trasferire 134.444 tonnellate di risone».

Calma piatta e ottimismo

«La settimana scorsa non ha visto cambiamenti di andamento, il mercato si è stabilizzato soprattutto a causa dei ridotti scambi – sottolinea Stefano Pezzoni, pubblico mediatore (http://www.reschiriso.it/) – Anche per questa settimana ci sono tutte le premesse che sia uguale alla precedente. All’estero in generale mercati stabili ma non in diminuzione. Il riso del nuovo raccolto sta ben maturando nei campi e fa ben sperare in una buona quantità e qualità in Italia».

Parlando di nuova campagna, l’Associazione Risicoltori Piemontesi (http://www.risicoltori.it/) afferma che: «i contratti che sono stati proposti dalle riserie per il raccolto 2020/2021 sono i seguenti: Indica prezzi ivati: 30€/qle. con ritiro al taglio; 31€/qle. con pagamento dic/gen; 32 con pagamento fine aprile; Centauro 35 €/qle. con pagamento e ritiro gen/feb».

Contratti difficili

Ma torniamo al mercato di questa settimana. Per il Consorzio Vendita Risone Società Cooperativa di Vercelli: «concludere vendite di quasi qualsiasi varietà è difficilissimo data la temporanea inappetenza dell’industria. Tra i pochi comparti ancora commercializzabili c’è l’Indica che si conferma a 35 €/qle, mentre mancano decisamente compratori per i tondi e i tipo Ribe pur mantenendo una valutazione di 35 €/qle. Stabili i risi da interno sempre compresi tra i 48 €/qle e i 50 €/qle ma sono decisamente sempre meno richiesti».

«Dopo gli assestamenti di prezzo delle ultime settimane, oggi possiamo assistere ad una situazione di mercato al momento stabile sulla gran parte delle varietà ancora disponibili – aggiunge Alessandro Barberis, mediatore del vercellese – Nel dettaglio resta comunque sempre piuttosto stagnante la domanda di risone da Interno (Carnaroli, Volano e similari) da parte delle riserie».

«La settimana è partita tranquilla sia da parte dei compratori che dei venditori nel mettere il prodotto sul mercato a prezzi più bassi – spiega Giovanni Migliavacca, mediatore del milanese – I mercati di esportazione: tipo Ribe 36€/qle.; Originari 35€/qle.; Selenio 37€/qle.; Lunghi B a 35€/qle. nonostante da noi la merce sia esaurita; Baldo e similari fermi a 50€/qle. con poca richiesta e disponibilità praticamente nulla. Per i mercati da interno: tipo Arborio, Volano e similari stabili a 48€/qle.; Carnaroli a 50€/qle. e similari a 49 con più richiesta rispetto la settimana precedente; Roma, Barone, S.Andrea e similari sempre a 50€/qle. e finiti; Vialone Nano sempre in crisi ed in calo a 55€/qle. Per i risoni Bio ed i sottoprodotti il mercato ha mantenuto invariati i prezzi delle settimane precedenti». Autore: Martina Fasani

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