«IL CARNAROLI NON ARRIVERÀ A 10.000 ETTARI»

Intervento di Gentinetta sulle semine di primavera: le prenotazioni di riso da seme intorno al 30%. Pesano gli stock

Eugenio Gentinetta, noto breeder del settore risicolo, ci ha inviato questo commento alla stagione delle semine che volentieri pubblichiamo: «Qualche settimana fa ci siamo chiesti se il Carnaroli fosse finito, ricordate? Dopo quell’articolo, sono state pubblicate le intenzioni delle prossime semine e, alla luce dei vari sondaggi, delle richieste dell’industria, degli interventi delle associazioni di categoria, delle prenotazioni di riso da seme, entrando nel merito possiamo dire che la situazione che pare di per sé confusa e incerta si sta chiarendo. Vale dunque la pena di tornarci su.

Si era partiti con una richiesta dell’associazione degli industriali di disporre di maggior risone per le prossima campagna. Come valutarla? In questa situazione catastrofica per gli agricoltori, con prezzi al di sotto dei costi di produzione, produrre di più significa perdere di più: pertanto, a parte l’atteggiamento di qualche kamikaze, non mi sembra che si possa chiedere alla categoria dei risicoltori ulteriori sacrifici e quindi, se l’industria ritiene di aver necessità di maggiori quantità di risone, dovrebbe provvedere a procurarsele attraverso contratti di coltivazione con gli agricoltori, cioè prenotando i quantitativi che le occorrono. Questa è la logica industriale corretta. D’altronde avendo persa l’occasione di trasferire il contributo Pac accoppiato sul riso indica (leggi l’articolo), dopo che le parti avevano deliberato in merito, a seguito delle perplessità di qualche area agricola e di alcuni poteri forti, il risultato che è sotto gli occhi di tutti è che si annega nella produzione di riso per l’interno.

I recenti sondaggi sulle intenzioni di semina comunicati dall’Ente Nazionale Risi parlano di 19000 ha a Carnaroli e 21000 ha ad Arborio/Volano con una modesta contrazione dell’ettarato totale. In realtà, pur dando credito alla scientificità dello strumento sondaggistico usato dall’Ente Risi, questi risultati mi sembrano da libro dei sogni, una prospettiva di lavoro molto lontano dalla realtà descritta dal mercato. Ad oggi, infatti, secondo le mie informazioni, gli ordini del riso da seme presso le ditte sementiere per il Carnaroli sono del 30/35 % e dei similari siamo sotto il 30% rispetto alla passata stagione: il trend è di disdire o ridimensionare gli ordini. Molte aziende devono collocare ancora tutta la produzione della scorsa stagione e non si vede niente di buono. Si prevedono problemi sia di stoccaggio andando verso la stagione calda sia di vendita per esaurire la produzione del 2017.  Di fronte a queste considerazioni difficilmente si supereranno i 10.000 ettari di semina per il Carnaroli e ciò sarà molto salutare per riequilibrare il mercato e dare dignità all’impegno profuso dagli agricoltori per garantire un prodotto di eccellenza». Autore: Eugenio Gentinetta.

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Risicoltura
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