LA FINE DEL CARNAROLI?

Il papà del Cammeo. visibilmente soddisfatto per i prezzi, prevede ricadute pesanti per la legge sul mercato interno

Eugenio Gentinetta, noto breeder e padre del Cammeo, uno dei risi più richiesti dal mercato turco, ci offre la sua analisi della campagna che sta iniziando: «In attesa di poter conoscere i risultati del sondaggio delle semine 2018, dobbiamo rilevare la grande incertezza e lo sconforto da parte degli agricoltori nella programmazione delle semine aziendali. L’unica certezza che si percepisce è quella di ridurre in modo drastico le produzioni di risi per il mercato interno, allo scopo di riequilibrare il settore. Siamo di fronte ad una offerta di risi del gruppo merceologico ‘Carnaroli’ di gran lunga superiore alla domanda con la conseguente difficoltà di collocare la produzione, indipendentemente dal prezzo.

Analizziamo le cause e cerchiamo di fornire alcune indicazioni per il futuro. La causa principale è l’andamento dei prezzi di mercato del Carnaroli, che ciclicamente è fluttuante in funzione dell’offerta. La seconda causa è dei costitutori con il rilascio di varietà similari così dette, che nulla hanno da invidiare come qualità alla varietà capofila, che per ragioni agronomiche (resistenza all’allettamento e alle fitopatie) e produttive (con rese superiori mediamente del 30%), hanno prima affiancato e successivamente soppiantato la coltivazione del capofila e hanno reso disponibili per il mercato del riso bianco ingenti volumi di prodotto a prezzi accessibili.

Alla luce della nuova legge del mercato interno, che obbliga l’agricoltore a conferire il prodotto con la denominazione del riso oggetto delle semine, una volta che viene conferito all’industria – per legge e con la bacchetta magica – questo diventa tutto Carnaroli con la giustificazione di non confondere il consumatore, tanto i similari sono per dimensioni e per consistenza non diversi. Gli estensori di queste norme a mio avviso un po’ bizzarre decretano la fine della coltivazione della varietà di riferimento del gruppo, e lo spiego in modo semplice. Che convenienza hanno e avranno le grandi riserie ad acquistare il vero Carnaroli, pagandolo 7/10 euro in più dei similari quando questi dovranno essere etichettati per legge “Carnaroli”? La domanda si rivolgerà per questioni economiche verso le varietà che costano meno, relegando la coltivazione del vero Carnaroli a coloro che lo marchieranno Classico. Quel riso, ovviamente, avrà una quotazione a parte. Quindi, il Carnaroli finirà come l’Arborio, che è diventato una produzione di nicchia per pochi estimatori.

Se da una parte si piange per i prezzi delle varietà per risotti, dall’altra dobbiamo dire grazie alla Turchia che tutti gli anni in modo continuo si approvvigiona sul mercato italiano di ingenti quantità di riso delle varietà Cammeo e in minor misura di Baldo per soddisfare le esigenze del suo mercato interno. Di conseguenza i prezzi si adeguano e rendono interessante questo segmento di prodotto.

Infine, si scrive che i prodotti importati dai paesi del sud est asiatico invadono il mercato italiano: sappiamo che non è vero se non per minime quantità, poiché i tipi indica sono collocati sul mercato nord europeo e non su quello italiano, mentre, per ora, i risi da risotto sono prodotti quasi esclusivamente in Italia e i prezzi sono in funzione delle regole della domanda e dell’offerta». Autore: Eugenio Gentinetta

 

 

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