IL BALDO PUO’ FARE COSE TURCHE

L'analisi di Eugenio Gentinetta sul mercato del Mediterraneo orientale e sulle prossime semine di riso

Sono stato invitato recentemente a visitare le province agricole del riso dall’amico Huseyin Ucar, sementiere in Uzunkopru, distretto di Edirne, per incontrare i risicoltori e scambiare con loro le nostre esperienze del riso. La popolazione in Turchia raggiunge gli 80 milioni di abitanti, la coltivazione del riso è di circa 110.000 ha concentrati principalmente nella zona europea, il consumo del riso pro capite è elevato circa 43 kg pro capite e la produzione non è sufficiente a coprire i fabbisogni, da qui la necessità di importare riso dai paesi mediterranei risi tipo Baldo e dagli Stati Uniti risi tipo Calrose a granello medio. Le importazioni di riso lavorato sono massicce 300/400 mila tonnellate annue e sono gravate da un dazio del 30% sul valore a protezione dell’agricoltura turca. E’ un mercato molto importante che – potenzialmente – è in grado di drenare il surplus produttivo italiano.

Premettiamo che in Turchia ho registrato recentemente la varietà di riso Cammeo, che a suo tempo era stata visionata nelle prove che l’Ente Risi promuove sul territorio italiano. Da qui, la richiesta di un accordo di collaborazione e sviluppo su questa varietà in Turchia. Dobbiamo ricordare anche che in Turchia non si possono coltivare cultivar che non siano iscritte al loro Registro Nazionale. E’ permessa solo l’importazione di seme di Base, mentre le moltiplicazioni successive sono sviluppate in loco a cura delle ditte sementiere locali. Il quadro varietale turco è costituito da circa 20 varietà derivate prevalentemente da genotipi italiani, descritte in una pubblicazione di Halil Surek; in particolare la varietà Edirne deriva dal Baldo, altre hanno genitori quali Panda, Rocca, Bonni, Koral, Rialto, Savio, Europa e Venaria. Recentemente si sono aggiunte altre varietà italiane quali Ronaldo, Cammeo, Meco.

Il mio soggiorno in Turchia è stato molto intenso, sono stati programmati 4 incontri presso le Camere di Commercio di Uzunkopru e Biga, l’Università di Ipsala e a Gonen incontrando circa 600 agricoltori. I problemi emersi sono simili ai nostri: riso crodo, presenza di nematodi, brusone e reimpiego aziendale delle sementi. La produttività delle recenti introduzioni quali Cammeo, Ronaldo, Meco è molto elevata varia dalle 8 alle 12 t/ha grazie a terreni molto fertili ricchi di sostanza organica e al clima ideale. La grande sorpresa – che mai mi sarei immaginato – è la diffusione di Cammeo al primo anno di registrazione che ha raggiunto il 43 % della superficie turca. Un risultato eccezionale che ha premiato gli agricoltori sia in termini di produzione, una media di 8-9 t /ha, sia in termini economici raggiungendo i 50 € / q.le.

Sulla base di quanto emerge e dai rapporti che alcuni costitutori hanno installato con le controparti turche, sorge spontanea la domanda da parte di alcuni operatori circa l’opportunità di dotare i risicoltori turchi di varietà moderne altamente produttive che in poco tempo hanno sostituito le loro vecchie varietà, peraltro di origine italiana. Siamo in un mercato globale, purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, le persone, i materiali, le idee circolano liberamente alla ricerca di poter sempre trovare un miglioramento nelle attività produttive. E’ ormai noto che una volta esaurita la disponibilità di riso prodotto in Turchia, le ditte di trasformazione si rivolgono ai mercati europei e nord americani generalmente nei primissimi mesi dell’anno. Le richieste sono importanti e costanti negli anni e, passato il periodo attuale difficile per le nazioni mediorientali, si stanno riprendendo in modo massiccio le forniture di riso tipo Baldo. Il mio consiglio agli agricoltori italiani è dunque di programmare le prossime semine in modo da considerare questo mercato e troversi sempre pronti a soddisfare le richieste che secondo il mio punto di vista potranno premiare i risicoltori italiani (IP). Autore: Eugenio Gentinetta

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Risicoltura
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