ENTE RISI REPLICA SUI DATI BIO

Nota ufficiale dell'Ente dopo le richieste di chiarimento e i controlli nelle cascine
carrà

L’Ente Nazionale Risi replica alle richieste di dati sul riso biologico con una nota ufficiale che ricostruisce tutta la vicenda della tracciabilità di questa produzione. Come ricorderete, da mesi, anche Oryzon e Gregori, nei loro report su Risoitaliano.eu, hanno sollevato il problema dei dati del bio e recentemente abbiamo diffuso la notizia che in alcune aziende sarebbero state riscontrate rese “straordinarie” nelle coltivazioni biologiche di riso, tali da far pensare male. Ebbene, l’Ente Risi ora fa chiarezza su tutto ciò che può essere chiarito. Nel senso che i dati aziendali restano segreti perché così vuole la legge, anche se l’Ente fa sapere di aver raccolto tutti i dati relativi alle produzioni biologiche e di averli messi a disposizione delle autorità competenti per i controlli, che infatti in questi mesi si sono intensificati. Ecco la nota ufficiale: «In queste settimane si conclude di fatto la campagna 2018/2019, cioè la prima in cui è stato implementato il sistema di tracciabilità della produzione e della coltivazione del “riso biologico”. Questo sistema è nato nel 2018 su iniziativa del MIPAAFT, che ha ravvisato la necessità di rafforzare la tracciabilità del riso biologico utilizzando gli strumenti di raccolta ed elaborazione delle informazioni sul settore risicolo creati e utilizzati dall’Ente Nazionale Risi.

Si esce dunque da una prima fase sperimentale di questo servizio, che va ad integrare le informazioni sul riso convenzionale con quelle sulla produzione biologica. Per entrambe le tipologie di coltivazione, sia l’implementazione del sistema di raccolta dei dati che la scelta di renderli disponibili agli organismi di controllo e agli operatori del settore seguono le prescrizioni di legge, che in materia di privacy sono particolarmente stringenti. E’ in base a tali norme che solo una parte dei dati sul riso convenzionale come sul riso biologico è pubblica.

Il nuovo sistema di tracciabilità è figlio del Decreto Ministeriale n. 6793 del 18 luglio 2018 che prevede l’obbligo, per tutti i produttori/detentori di risone biologico, di dichiarare all’Ente Nazionale Risi, nelle denunce rese ai sensi della normativa vigente, le superfici, le produzioni, i quantitativi lavorati e le rimanenze. Dati che vengono distinti tra convenzionali, biologici e in conversione all’agricoltura biologica. Il decreto prevede anche che il certificato rilasciato dall’Ente Nazionale Risi all’atto di ogni trasporto di risone debba contenere l’indicazione della produzione distinta tra convenzionale, biologica, in conversione all’agricoltura biologica.

Il decreto ha imposto all’Ente Risi di integrare la raccolta dei dati, adeguando il proprio sistema informatico e mettendo a disposizione dell’utenza una procedura semplice ed agevole per la raccolta delle informazioni. I dati raccolti sono stati organizzati in un apposito database che contiene tutti i numeri del riso bio disponibili: tale database non è pubblico, ma può essere visionato sia dal MIPAAFT sia dagli organismi di controllo per esperire i controlli di tracciabilità nel rispetto delle recenti disposizioni sul trattamento dei dati.

Inoltre, l’Ente Nazionale Risi ha elaborato una relazione, che ha trasmesso al MIPAAFT, nella quale ha evidenziato dati statistici meritevoli di approfondimenti, permettendo alle autorità di controllo di svolgere indagini e accertamenti.

Una parte dei dati sul riso biologico è pubblica ed è stata resa disponibile agli operatori a partire dal 5 marzo 2019, dopo le opportune verifiche per accertare il funzionamento del sistema. Da tale data, infatti, l’Ente Nazionale Risi pubblica settimanalmente la situazione dei trasferimenti specifica per il risone biologico con il dettaglio per gruppo varietale, come già avveniva e continua ad avvenire per il riso convenzionale. Si tratta di dati aggregati che sono estratti dalle dichiarazioni degli operatori.

«L’Ente Nazionale Risi, dopo la pubblicazione del decreto che ha imposto agli operatori del settore i nuovi adempimenti per il riso biologico, è stato capace, in breve tempo, di adeguare il proprio sistema di raccolta delle informazioni. Auspichiamo che i dati raccolti dall’Ente possano facilitare l’attività degli Organismi di controllo e delle autorità preposte alla repressione delle frodi.» commenta il presidente dell’Ente Nazionale Risi Paolo Carrà (foto grande)».

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