Ampliare i principi attivi disponibili per la risicoltura, altrimenti questo settore rischia grosso: è l’appello lanciato dalle cooperative agroalimentari spagnole al Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione affinché adotti misure urgenti e straordinarie per garantire la sopravvivenza della risicoltura. Il comparto si trova in una situazione critica a causa della mancanza di soluzioni fitosanitarie efficaci.
L’associazione agricola ha sottolineato il grave svantaggio competitivo che il Paese deve affrontare a causa delle restrizioni non armonizzate tra i membri dell’UE e i paesi non membri. Negli ultimi dieci anni, la superficie coltivata a riso in Europa si è ridotta di oltre il 24%, mentre sono aumentate le importazioni da paesi con normative fitosanitarie e lavorative più permissive.
COOPERATIVE AL LIMITE
Félix Liviano, presidente del settore risicolo dell’organizzazione, ha ribadito che le cooperative sono al limite, perché non si può ottenere una produzione sostenibile senza fornire strumenti efficaci per proteggere le colture.
Le cooperative agroalimentari hanno chiesto al Ministero, attraverso le autorità dell’Andalusia, dell’Aragona e dell’Estremadura, l’autorizzazione speciale per l’erbicida AURA (Profoxidim 20%), utilizzato in paesi produttori come Italia, Grecia e Portogallo, per coprire tra il 10% e il 15% della superficie risicola spagnola. Hanno sottolineato l’importanza di applicare il principio di reciprocità con i prodotti importati.
L’associazione ha ricordato che la Commissione Europea ha già raggiunto l’obiettivo di ridurre l’uso di pesticidi chimici del 50% entro il 2030, raggiungendo il 58% nel 2023, e che anche la Spagna ha rispettato questo obiettivo. Tuttavia, la mancata autorizzazione di alcuni principi attivi ha reso difficile il controllo dei parassiti e delle erbacce, minacciando la redditività e la continuità della coltivazione.
Senza una risposta decisa e urgente, Liviano ha concluso, la Spagna è destinata a veder scomparire la coltivazione del riso, con tutte le conseguenze che ciò comporta per l’occupazione, il territorio e l’ambiente.


