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DAL LABORATORIO AL CAMPO

da | 18 Apr 2021 | Non solo riso

Per rispondere efficacemente al momento di crisi, Confagricoltura e Federchimica Assobiotec hanno esplorato le opportunità e le istanze poste dall’innovazione in agricoltura, in modo particolare nell’ambito delle scienze della vita e delle più recenti tecniche applicate alla genetica vegetale, al rafforzamento della resilienza del sistema agricolo nazionale, durante l’incontro dal titolo “Lab to Farm, dal laboratorio al campo. Quale innovazione per l’agricoltura italiana?”, tenutosi martedì 13 aprile.

Passare rapidamente dal laboratorio ai campi (lab to farm)

Il nodo chiave sviluppato durante l’evento è stata la presa d’atto di dover superare l’atteggiamento negativo nei confronti della ricerca scientifica e delle innovazioni.  Le questioni aperte riguardano attualmente i possibili esiti della ricerca, le sue risorse e i suoi contesti operativi, le condizioni che si devono verificare perché l’innovazione passi rapidamente dal laboratorio ai campi, ma anche le misure che è necessario mettere in atto per assicurare un trasferimento tecnologico efficace dai laboratori a farm level.

Il presidente di Federchimica Assobiotec, Riccardo Palmisano, ha richiamato la sfida attuale che interessa il mondo agricolo quale protagonista: «La sfida dei nostri giorni è quella di produrre di più e meglio, con meno mezzi, e ciò richiede che si sfruttino anche tutte le risorse che la ricerca biotech rende disponibili, affinché cibo sano e abbondante sia disponibile per tutti, nel rispetto dell’ambiente. Le biotecnologie possono offrire molto, ma ci vuole un piano organico di filiera, un forte stimolo alla collaborazione tra ricerca pubblica e imprese private, normative e risorse appropriate. Questo è ciò che chiediamo alla politica, affinché l’Italia non perda l’occasione dei fondi Next Generation EU per giocare un ruolo da protagonista in un campo dove possiamo vantare grandi tradizioni, come quello agro-alimentare. E la scelta tra essere protagonisti o spettatori in un mondo globalizzato è solo nostra».

Il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Francesco Battistoni ha accolto la linea di Palmisano: «Dobbiamo pensare all’innovazione come a un dovere e non solo come ad un’opportunità, vista anche la svolta green delle politiche europee. Il Mipaaf sta lavorando in questa direzione, anche attraverso una sensibilizzazione delle aziende verso la cultura del digitale, partendo da quelle esperienze positive che in Italia sono già attive e fanno scuola. Questo sforzo – ha concluso – deve avvenire simultaneamente alla crescita infrastrutturale, materiale e digitale, del nostro Paese, altrimenti rischiamo di rimanere indietro».

Nuove tecnologie a supporto del miglioramento genetico

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha sottolineato la necessità di garantire tutti i mezzi utili alla diffusione delle nuove tecnologie per il miglioramento genetico «al fine di superare definitivamente le incertezze e le incongruenze suscitate dalla sentenza in materia, pubblicata a luglio 2018 dalla Corte di giustizia della Ue. Con la sentenza in questione, – continua Giansanti richiamando la discussa presa d’atto della Corte di Giustizia – la Corte ha stabilito che, in linea di principio, gli organismi ottenuti mediante le nuove tecniche di mutagenesi siano equiparati a organismi geneticamente modificati e, come tali, sono sottoposti agli obblighi previsti dalla relativa direttiva europea del 2001. Siamo convinti che,  grazie alle nuove tecnologie, sia possibile conseguire significativi risultati nell’ottica della sostenibilità delle produzioni e superare eventuali condizioni di disparità rispetto alle importazioni dai Paesi terzi. Rischiamo invece di trovarci nella stessa situazione degli Ogm, importiamo e consumiamo prodotti che i nostri agricoltori non sono autorizzati a produrre. Dobbiamo lavorare insieme per superare alcuni paradossi che rischiano di amplificare una scorretta informazione e portarci lontano dal progresso. Il dibattito sulle New Breeding Techniques sta per ripartire e dovremo fare un sapiente gioco di squadra a sostegno delle innovazioni».

Un’interessante occasione di approfondimento con esperti scientifici, istituzioni e politici, alla quale hanno preso parte anche, moderati da Emanuele Bompan, Direttore del magazine “Materia Rinnovabile”, Luigi Cattivelli, Direttore del Centro di ricerca per la genomica e la bioinformatica – CREA, Mario Pezzotti del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università degli Studi di Verona e Dirigente del Centro Ricerca e Innovazione, Fondazione Edmund Mach, Fabio Veronesi del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Università degli Studi di Perugia, Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), Herbert Dorfmann, Deputato al Parlamento Europeo. Autore: Milena Zarbà