CONCIMI RALLENTATI, INCERTEZZA SUI FITOFARMACI

Gli effetti del Coronavirus sulle forniture di mezzi per la risicoltura

Nonostante le importanti limitazioni e gli ingenti danni a commercio e libertà fondamentali dell’individuo, scaturite dall’emergenza COVID-19, sembra che la risicoltura non si sia fermata, come testimoniano i molti trattori in giro per le campagne, intenti alla preparazione delle camere. Ovviamente, però, il settore è vittima, come ogni comparto, di una lunga serie di incognite e dubbi,  che i risicoltori cercano di allontanare lavorando, ma che presto potrebbero palesarsi, rallentando o bloccando del tutto l’intera filiera. Lasciando da parte quelli esclusivamente epidemiologici ed istituzionali, su cui sono incerti anche gli studiosi ed i politici stessi, non permettendoci di chiarire quando finirà questa situazione, proviamo ad analizzare i problemi inerenti alle forniture necessarie alla coltivazione del riso, almeno quelle che dovrebbero essere utilizzate a breve, in particolari i concimi e gli agrofarmaci. Per farlo abbiamo intervistato tre tra i principali fornitori di queste merci nelle tre province risicole: Alberto Balzaretti di Balzaretti Agri-Business SRL, Carlo Bosso di Vipetrol SPA e Dante Boieri di Boieri SNC.

Balzaretti: problemi ai trasporti

Il primo si dimostra preoccupato a causa dell’incertezza della situazione e spiega: «Stiamo subendo dei rallentamenti, soprattutto nell’approvvigionamento, a causa delle difficoltà dei trasportatori durante il tragitto, scaturite da posti di blocco e maggiori controlli alle frontiere, e durante le operazione di carico e scarico, in seguito alle limitazioni imposte per prevenire i contagi. Anche nei porti di Livorno e Ravenna, i due poli principali per l’approvvigionamento della materie prime utili alla composizione dei concimi, stiamo riscontrando delle difficoltà e delle defezioni. Una grossa problematica, che potrebbe palesarsi in ogni momento, sarebbe quella di un contagio interno all’azienda, che mi costringerebbe a chiudere completamente ogni attività per due settimane, come previsto dalle misure di quarantena. I nostri dipendenti sono tutelati con tutti i dispositivi necessari e durante le consegne rispettano le direttive, ma conosciamo la forte infettività di questo virus. Anche il mercato dei fitofarmaci, necessari dal mese prossimo in avanti, è sottoposto a grande incertezza, dal momento che quasi nessun prodotto è di origine nostrana e non sappiamo come si evolverà la situazione produttiva e commerciale. Per tutti questi motivi credo sia fondamentale che gli agricoltori imparino da subito a programmare i propri acquisti più a lungo termine, senza lamentarsi in maniera eccessiva se non vengono immediatamente serviti. Bisogna rendersi conto che gli eventi negativi possono accadere e non si può richiedere un prodotto a pochi giorni dall’utilizzo, si deve imparare ad avere un’ottica di lungo periodo, prendendo spunto ad esempio dagli acquisti degli anni passati per effettuare gli ordini, e a creare spazi dedicati allo stoccaggio in azienda».

Vipetrol: nodo fertilizzanti

Carlo Bosso di Vipetrol spiega così la situazione in azienda: «Le problematiche ci sono nelle consegne dei fertilizzanti, mentre sui diserbi ad oggi ci riteniamo ben forniti. L’erogazione dei carburanti per il momento soddisfa i nostri clienti ma sappiamo che in futuro potrebbero esserci degli ostacoli, viviamo nell’incertezza. I rallentamenti nelle consegne dei concimi sono dovuti alle difficoltà delle aziende produttrici a reperire le materie prime e svolgere al meglio le operazioni dedicate alla creazione delle miscele utilizzate. Anche l’importante richiesta degli agricoltori negli ultimi giorni, leggermente in anticipo rispetto al solito a causa del clima favorevole, ha contribuito ai rallentamenti; se si imparasse a non aspettare l’urgenza per ordinare non ci sarebbe questa richiesta di massa. In ogni caso l’azienda è completamente operativa in tutti i suoi settori, noi venditori cerchiamo di lavorare da casa il più possibile, così come chi lavora negli uffici, che in ogni caso sono aperti; l’attività non si ferma».

Boieri: preoccupati per gli agrofarmaci

Dante Boieri fotografa con queste parole la propria situazione in ditta: «il momento è difficile in particolare per il nostro approvvigionamento, che si fonda principalmente sul materiale che approda sul porto di Ravenna, dove per cause ben note l’efficienza lavorativa è diminuita del 70% circa. I trasportatori , inoltre, sono disincentivati ad operare, poiché faticano a trovare merce da trasportare nel viaggio di ritorno, a causa del blocco produttivo che stiamo vivendo, e decidono di non intraprendere la consegna. La titubanza nell’acquistare da parte  degli agricoltori ha influito, poiché in molti hanno voluto aspettare ad effettuare gli ordini, sperando in un calo dei prezzi ma finendo per intasare le consegne al momento opportuno. A livello aziendale stiamo lavorando e consegnando, abbiamo rimaneggiato la parte contabile e amministrativa ma ciò non rallenta eccessivamente la parte pratica. Io da titolare ho degli scrupoli di coscienza quando chiedo ai miei collaboratori e dipendenti di continuare a venire a lavorare, dovendo andare in giro ed esponendosi al rischio di contagio, ma vedo che loro sono volenterosi, capiscono che la situazione è assai complicata per tutti e vogliono contribuire a sostenere la nostra società in questo momento, per questo sono rincuorato e li ringrazio. A breve ci saranno le semine del mais e del riso oltre che l’utilizzo di fertilizzanti e fitofarmaci e noi non vogliamo abbandonare gli agricoltori. Riguardo agli agrofarmaci, però, sono più preoccupato, poiché arrivano pressoché tutti dall’estero e necessitano di utilizzi più tempestivi rispetto ai concimi, basti pensare alle difficoltà nel contenimento dei giavoni se troppo sviluppati, non lasciando spazio a ritardi nelle consegne  e conseguentemente nel loro impiego. Purtroppo però non è semplice gestire una quantità di merce capace di soddisfare tutte le richieste stoccandola in unica soluzione presso i nostri magazzini, per evidenti limiti normativi oltre che materiali. In generale, pur essendo preoccupati ci stiamo muovendo abbastanza bene e mi auguro che questa brutta situazione insegni ali nostro comparto agricolo ad effettuare programmazioni più a lungo termine per non farsi trovare impreparati ad evenienze di questo tipo, poiché la natura non aspetta». Autore: Ezio Bosso

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Risicoltura
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