COLDIRETTI AGGIUSTA IL TIRO SULL'ENTE RISI (MA NON SULLE BORSE)

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coldirettiApplicazione immediata della clausola di salvaguardia a tutela dei consumatori e dei produttori europei, una nuova legge per la regolamentazione del commercio interno, istituzione di un’unica borsa merci nazionale, attività di promozione e incremento dei controlli da parte dell’Ente Nazionale Risi. Sono le richieste formulate da Coldiretti al governo e alle Regioni, presentate a partire da ieri nell’ambito delle manifestazioni organizzate dalla bonomiana nelle regioni risicole del Paese. La prima richiesta parte da un’analisi del tutto simile a quella delle altre organizzazioni agricole e porta nella stessa direzione, anche se Coldiretti, fedele alla linea consumeristica, insiste più sul dato della salubrità del riso d’importazione che su quello economico. Inoltre, diversamente da Agrinsieme e Airi, ritiene che la soluzione del problema passi attraverso una profonda riforma di tutto il governo del riso italiano perché è convinta che sia inadeguato a garantire i consumatori e i produttori. Si parte perciò con la richiesta di approvare la nuova legge sul mercato interno del riso, sulla quale esiste un accordo di massima ma anche molti mal di pancia. Il 22 luglio al Mipaaf dovrebbe riunirsi il tavolo di filiera e in quell’occasione Coldiretti chiederà di accelerare e di mettere nero su bianco gli impegni presi dei mesi scorsi, che prevedono, oltre alla tutale di un numero definito di varietà tradizionali e alla possibilità di miscelare tutte quelle non soggette a tale tutela, l’organizzazione di un sistema di tracciabilità che, si badi bene, è altra cosa dalla rintracciabilità già imposta dalla legge e che serve ad isolare e ritirare in caso di contaminazione alimentare i lotti di prodotto già distribuiti sul mercato. Coldiretti chiede “l’indicazione in etichetta del prodotto, un sistema di tracciabilità, una identificazione chiara che permetta di distinguere le vere varietà storiche, identificandole con il nome “classico” e permettendone la distinzione dalle varietà similari, una reale sburocratizzazione di norme ormai superate, informatizzando molte delle pratiche legate alla coltivazione e commercializzazione, l’obbligo di definire nella ristorazione il prodotto pretrattato (parboiled) da quello cucinato tal quale (come avviene per i prodotti surgelati e precotti)”. Ma non è tutto. Partendo da un’analisi severissima verso le attuali Borse merci – con l’accusa di “attività distorsiva” che potrebbe avere risvolti penali – vuole smantellarne l’attività locale perché “favorisce indirettamente il fenomeno speculativo attraverso la scarsa trasparenza nella formazione del prezzo” e chiede di creare un “soggetto unico a livello nazionale, autorevole, riconosciuto e trasparente”. Infine, l’Ente Risi: nel documento presentato ieri si corregge fortemente il tiro. Non si parla più di “revisione” – evidentemente i primi comunicati stampa hanno provocato reazioni molto in alto – ma solo di sbloccare i fondi di cui l’Ente dispone per la promozione e che oggi non può investire perché, pur essendo finanziato dai produttori, deve sottostare alla spending review in quanto ente pubblico (ma economico). L’unico appunto polemico riguarda l’accessibilità dei dati dell’Ente sul monitoraggio e sul controllo delle produzioni (“rendendo accessibili i risultati di tale lavoro”). Ad abundantiam, la Coldiretti chiede anche di sbloccare i premi Pac alle aziende coinvolte negli accertamenti della Gdf sull’operazione Bonifica e per le quali al momento l’istruttoria risulta negativa, oltre ad anticipare i pagamenti relativi alle domande di pagamento unico 2014. (10.07.14)

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