COLDIRETTI IN PIAZZA

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coldirettiLa Coldiretti Lombardia incontra le istituzioni regionali per la difesa del comparto risicolo contro le speculazioni sull’import dai Paesi asiaticiGiovedì 10 luglio, alle 11.00 Coldiretti consegnerà al prefetto di Ferrara, Michele Tortora, un documento per la difesa del riso italiano…. Un’escalation di dichiarazioni di guerra alla Cambogia, firmate Coldiretti. Dal Piemonte alla Lombardia, dalla Lombardia all’Emilia Romagna, la bonomiana rifiuta di partecipare alla protesta nazionale indetta da Agrinsieme e dall’Airi per lunedì e ne organizza una tutta sua, che contemplerà per giovedì 10 e venerdì 11 manifestazioni pubbliche e incontri con i prefetti delle regioni risicole, ai quali sarà consegnato un dossier sui problemi del settore. Operazione politica in senso stretto, anche piuttosto complessa, giocata con una freddezza degna dei tedeschi al Maracanà.

Non è la prima volta che Coldiretti canta da solista. Se non che il dispaccio fatto circolare, deciso e gestito a livello nazionale, contiene una bomba a orologeria. La battaglia contro la Cambogia è infatti solo un’occasione per dire al governo e all’industria che la legge sul mercato interno non passerà mai se non si farà come dice Coldiretti, se cioè non si approverà contestualmente un protocollo che renda obbligatoria la tracciabilità di tutto il riso prodotto in Italia, che dovrà essere commercializzato con il bollino “riso italiano” concesso dall’Ente Risi. Per fare questo però occorre “una revisione del funzionamento delle Borse Merci e una corretta valutazione da parte del Governo sull’operatività dell’Ente Nazionale Risi. E’ necessario un provvedimento nazionale che disciplini meglio l’attività di enti e organismi che interagiscono con il settore”. L’organizzazione agricola vuole impedire che l’industria importi riso straniero e lo venda per italiano e con questa battaglia vuole saldare il consenso degli agricoltori a quello dei consumatori, tuttavia esige anche di aver voce in capitolo nella gestione di questi passaggi, mentre adesso l’Ente Risi e le Borse Risi sono controllate, prevalentemente, da Confagricoltura. Se saranno accettate queste condizioni, la nuova legge sulla commercializzazione del riso italiano, su cui era stato raggiunto un accordo tra le confederazioni agricole e l’Airi che prevede la tutela per un numero ristretto di varietà italiane e la possibilità di miscelare quelle non iscritte al registro delle varietà tradizionali, potrà essere varata in tempi rapidissimi, sembra dire Coldiretti. (09.07.14)

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