BONIFICHE FERRARESI PUNTA IN ALTO

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vecchioniLa nuova Sbtf si presenta. Dopo l’acquisto da parte di una cordata di privati, la più grande azienda risicola italiana, Bonifiche ferraresi, si mostra in pubblico per la prima volta. E’ successo nei giorni scorsi quando Marcella Zappaterra, candidata consigliera regionale con il Pd, ha visitato l’impianto centrale di Jolanda di savoia, nel delta ferrarese del Po, insieme a Federico Vecchioni, nuovo amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi. La società oggi consta di 5.500 ettari totali di cui 3.750 solo a Jolanda (altri 250 sono a Mirabello e 1.500 in Toscana, nelle campagne di Arezzo) e la Zappaterra ha spiegato per l’appunto: «Ero stata qui come presidente della Provincia e ora mi interessa tornarci per capire come questo nuovo gruppo di lavoro intenda intervenire su una delle realtà produttive più importanti del nostro territorio. La mia visita rientra nella voglia di ascoltare e capire le istanze che, nel caso si fosse eletti in Regioni, dovrei rappresentare». Il nuovo management non si è tirato indietro: «Qui – ha detto l’amministratore delegato Federico Vecchioni (foto piccola) – viene prodotto il 55% del riso del Delta; da quest’anno siamo diventati fornitori ufficiali del grano per la Barilla e ne siamo molto fieri». Sui 5.500 ettari vengono coltivati diversi prodotti: mais, riso, grano duro e morbido, barbabietole da zucchero, erba medica, girasoli, soia, sorgo, compresi anche 58 ettari di frutteto. «Un’azienda del genere oggi è leader come dimensioni ma può esserlo anche nella filiera commerciale. Bonifiche Ferraresi deve preservare il suo ruolo di capofila. Questa – ha dichiarato ai giornalli Vecchioni – è una delle terre migliori di Italia. La tradizione agricola si può e si deve coniugare con l’innovazione: oltre all’agricoltura vogliamo fare “agricultura”. Vogliamo valorizzare la materia prima e creare nuovi posti di lavoro, l’incontro avuto con i sindacati è stato molto positivo». Attualmente i dipendenti fissi della Sbtf, stagionali a parte, sono quarantatre. «Se gestita in maniera efficace questa può diventare una grande leva di sviluppo, oltre ovviamente che per il Ferrarese, anche per l’Italia e l’Europa. Vogliamo – ha concluso l’ad – che diventi il fiore all’occhiello dell’agricoltura del nostro Paese». (18.11.14)

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Risicoltura
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