ASSOSEMENTI INTERVIENE SULLA SENTENZA ALMO-SAPISE

FacebookGoogle+LinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailAssosementi prende posizione sulla sentenza dell’anno, che vi abbiamo illustrato in esclusiva (http://www.risoitaliano.eu/la-sentenza-che-salva-il-sirio-cl/). Con un breve scritto, inserito nella newsletter destinata ai soci, l’associazione delle ditte sementiere riassume il...

SirioCLAssosementi prende posizione sulla sentenza dell’anno, che vi abbiamo illustrato in esclusiva (http://www.risoitaliano.eu/la-sentenza-che-salva-il-sirio-cl/). Con un breve scritto, inserito nella newsletter destinata ai soci, l’associazione delle ditte sementiere riassume il contenzioso che ha opposto la Almo alla Sapise sulla genesi del Sirio CL, condividendo le preoccupazioni rilanciate da Risoitaliano circa l’incertezza che permea la materia dei brevetti sulle varietà, incertezza confermata da illustri pareri tecnici che abbiamo raccolto e pubblicato in questi mesi. «La Convenzione UPOV del 1991 ha introdotto il concetto delle varietà essenzialmente derivate, cioè di varietà che si distinguono nettamente dalla varietà iniziale, ma di cui conservano le espressioni dei caratteri essenziali – scrive Assosementi -. La definizione, estremamente laconica, è tuttora motivo di grande incertezza tra i breeders, tanto che in occasione del seminario dedicato nell’ottobre 2013 dall’UPOV al tema delle varietà essenzialmente derivate, il presidente Martin Ekvad del CPVO affermò che pur a distanza di oltre vent’anni i progressi interpretativi erano estremamente limitati. La Sezione specializzata in materia di imprese, che integra la proprietà industriale ed intellettuale, del Tribunale di Torino è stata chiamata ad esaminare un caso di possibile derivazione essenziale nelle varietà di riso che ha visto contrapposte due aziende sementiere italiane, Almo e Sapise. Le varietà di riso coinvolte sono Gladio, iscritta nel registro nazionale nel 1998 dalla società Almo spa, e Sirio CL iscritta nel 2009 dalla società SA.PI.SE. (Sardo piemontese sementi soc.coop.agricola). Sia la varietà Gladio che la varietà Sirio CL hanno ottenuto la privativa comunitaria, rispettivamente nel 2000 e nel 2009. A parte la presenza della resistenza all’erbicida Clearfield, secondo le prove del registro nazionale – esaminate dalla Commissione sementi il 17 dicembre 2008 – la varietà Sirio CL si differenziava dalla varietà Gladio per altri tre caratteri. La società Almo ha citato nel 2009 SA.PI.SE. per violazione di privativa varietale, ritenendo che Sirio CL costituisse  una varietà essenzialmente derivata di Gladio. Sulla base di due CTU, il Tribunale di Torino – con la sentenza non definitiva n. 3519/2015 depositata il 14 maggio c.a. – ha dichiarato che la varietà Sirio CL è, ai sensi dell’art. 13 del regolamento CE n. 2100/1994, una varietà essenzialmente derivata  della varietà Gladio, inibendo la società SA.PI.SE. a produrne e venderne le sementi e disponendo la prosecuzione del giudizio in separata sede per la determinazione e quantificazione del danno. La società SA.PI.SE. ha presentato immediatamente appello e comunque, il 9 settembre 2015 ha raggiunto un accordo con la società Almo per porre fine alla lite. Il dispositivo della sentenza del 14 maggio 2015 è stato pubblicato il 27 settembre sul quotidiano La Stampa di Torino. Premesso che su questa delicata materia a livello di CPVO si ha finora notizia di soli 4 casi arrivati a giudizio, la sentenza del Tribunale di Torino non sancisce criteri razionali che possano essere da guida al lavoro dei costitutori di nuove varietà di riso.  Solo i costitutori possono individuare e concordare il punto cui può arrivare una nuova varietà per non scadere nella essenziale derivazione. Valgano ad esempio le linee guida che in ambito ISF sono già state stabilite per mais, loietto perenne, colza, cotone e lattuga. La stessa ISF ha poi adottato nel 2008 delle apposite regole arbitrali (RED) per dirimere le dispute in materia di derivazione essenziale». La Sapise fa parte di Assosementi; la Almo invece non risulta associata. (23.11.2015)

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