ANCHE IL FISCO E’ AGROENERGETICO

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SOLDI3Ampia carrellata sulle novità fiscali in agricoltura, quella fatta da Gian Paolo Tosoni, editorialista del gruppo Sole 24 Ore, alla Società Agraria di Lombardia: dalle variazioni in tema di IMU, con la “riduzione” della quota altimetrica dei Comuni montani che beneficiano dell’ esenzione (un’ innovazione che ovviamente non riguarda i risicoltori), fino ai nuovi regimi di tassazione delle “attivittà connesse”. Tra le novità più impattanti sul settore agricolo emergono appunto quelle relative alla tassazione dei redditi derivanti da produzioni agroenergetiche connesse con l’attività agricola prevalente. Redditi considerati integralmente ricompresi nella determinazione catastale, in base alla vecchia normativa. E che ora (almeno per i periodi di imposta 2014 e 2015) verranno tassati su base forfetaria, assoggettando all’ imposta il 25% del fatturato derivante dalla cessione della sola energia (quindi con esclusione dalla base imponibile delle “tariffe incentivanti”). Il tutto con una franchigia di 260mila KWh annui per le fonti energetiche fotovoltaiche e di 2,4 milioni di KWh annui per le altre fonti come quelle da biogas e biomasse, al di sotto della quale la tassazione resta su base catastale. E’ opportuno ricordare che questi valori di produzione annua corrispondono a circa 200KW di potenza di picco dell’ impianto installato. Per le agroenergie cambia pure il regime IVA, che dal 1° gennaio 2015 è assoggettato al criterio dell’inversione contabile (il cosiddetto “reverse charge”), per cui l’ IVA non viene più pagata al cedente ma trattenuta ed eventualmente versata dal primo acquirente (che nel caso delle agroenergie è il GSE). E per finire, dal 31 marzo prossimo dovrebbe scattare l’obbligo di emissione di “fattura elettronica” verso diverse tipologie di “enti pubblici che entrano nel bilancio dello Stato”, tra cui lo stesso GSE. L’obbligo di fatturazione elettronica comporterà l’ emissione del documento attraverso un portale dedicato da parte dell’ Agenzia delle Entrate oppure l’utilizzo di metodi di “outsourcing” che verosimilmente comporteranno un ulteriore onere a carico del contribuente. (26.02.15)

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