AIUTI ACCOPPIATI, COSI' FAN GLI SPAGNOLI

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailI risicoltori italiani sono preoccupati perché intorno all’accordo Stato-Regioni sulla distribuzione degli aiuti accoppiati non c’è ancora chiarezza totale. Si sa, ufficiosamente, che i fondi disponibili ammontano a 22,63 milioni di euro...

ue2I risicoltori italiani sono preoccupati perché intorno all’accordo Stato-Regioni sulla distribuzione degli aiuti accoppiati non c’è ancora chiarezza totale. Si sa, ufficiosamente, che i fondi disponibili ammontano a 22,63 milioni di euro e che esiste un plafond di 180mila ettari ammissibili, che porterebbe, calcolando il fatto che l’ettarato è superiore, a meno di 100 euro ad ettaro, Ma sono ancora indiscrezioni. Un testo completo dell’accordo non è ancora stato diffuso, tant’è vero che l’Ente Risi ha messo in chiaro che fino ad allora non ci sarà alcuna certezza. Ma cosa succede nel Paese che tradizionalmente è il concorrente europeo dell’Italia risicola? Gli spagnoli, va riconosciuto, sono più avanti di noi sulle modalità di applicazione della nuova Pac perché hanno iniziato a discuterne fin dal mese di luglio dello scorso anno e hanno  Secondo i dati forniti dal ministero dell’Agricoltura sono stati più di cento gli incontri che si sono tenuti con i rappresentanti delle organizzazioni professionali. Con le Comunità autonome, un’intesa di massima è stata raggiunta nello scorso febbraio. Nonostante questo intenso lavoro di preparazione, anche loro hanno ancora dei nodi da sciogliere entro fine luglio quando gli Stati membri dovranno trasmettere ufficialmente alla Commissione europea le scelte finali sull’applicazione della nuova Pac. Resta aperta la questione della suddivisione della superficie agricola in «distretti» (che dovrebbero essere oltre 20) omogenei sotto il profilo produttivo, allo scopo di limitare al massimo l’effetto diredistribuzione dei pagamenti di base della Pac tra settori e territori. Anche sulla definizione di «agricoltore attivo» i giochi spagnoli non sono ancora chiusi. La proposta avanzata dal ministero prevede che siano considerati «attivi», e quindi titolati a incassare i pagamenti della Pac, i soggetti che ricevono aiuti per un ammontare non superiore all’80% calcolato sul totale delle entrate aziendali. Per il Coag (Coordinamento delle organizzazione agricole), però, «non è possibile accettare che nel 2015 saranno oltre 900mila i beneficiari della Pac, mentre gli iscritti alla previdenza sociale sono meno della metà». Verrebbe da dire: tutto mondo è paese! Sulla destinazione degli aiuti accoppiati, anche a Madrid, l’intesa non è stata formalizzata: il riso dovrebbe ricevere circa 12 milioni all’anno ma l’assalto alla diligenza da parte degli olivicoltori non è ancora terminato e così anche i risicoltori spagnoli incrociano le dita. (21.06.14)

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Risicoltura
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