Nella notte è stato stroncato da un male incurabile il risicoltore vercellese Giovanni Perinotti, papà di Luigi, presidente dell’Anga di Vercelli e Biella. Lascia la mamma Margherita, la moglie Loretta con i figli Luigi, Martina e Lucia, la sorella Bettina ed il fratello Michele titolare de Gli Aironi.
Il Santo Rosario sarà recitato nella *Chiesa parrocchiale di Lignana domani venerdì 06 febbraio ore 17:00, i funerali sabato 07 febbraio ore 11:00 nella stessa Chiesa.
In attesa dei Funerali Giovanni si trova presso la Casa Funeraria di Caresanablot – Via Torino, 6/b e sarà possibile rendergli visita nei seguenti orari:
giovedì 05 febbraio: dalle ore 15:00 alle ore 18:00
venerdì 06 febbraio: dalle ore 09:00 alle ore 12:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00
DIRIGENTE ANGA
Giovanni è stato un dirigente di Anga e Confagricoltura per decenni e ancora recentemente ha guidato la federazione riso della confederazione. Presidente dell’Unione agricoltori di Vercelli e Biella, forte e appassionato nel difendere i risicoltori e l’unità della filiera risicola, era apprezzato da tutti per il carattere forte e schietto. Lascia un gran dolore nei famigliari e negli amici e il ricordo di tanti imprenditori agricoli che ne hanno apprezzato la competenza e la tenacia. Risoitaliano si è confrontato con lui in tante occasioni, costruendo un rapporto di confronto ma anche di umana amicizia e la notizia ci lascia un senso di vuoto. Ci stringiamo a Luigi e ai suoi cari in questo momento di dolore, come a tutta la filiera del riso che perde uno dei suoi protagonisti.
Ecco come lo ricorda l’ex presidente dell’Ente Risi, suo amico fraterno, Paolo Carrà:
Giovanni Perinotti è stato una delle colonne portanti di Confagricoltura Vercelli sin da giovane età. È stato anima dell’Anga, l’Associazione dei Giovani Agricoltori di Confagricoltura, arrivando a ricoprire il ruolo di Consigliere Regionale e Nazionale. Nel 2003 ricopre il ruolo di Presidente del Consorzio Difesa delle Avversità Atmosferiche, la più grande realtà consortile a difesa delle produzioni agricole. Dal 2004 al 2009 viene eletto Sindaco di Lignana, il suo paese. Dal 2015 al 2021 viene eletto Presidente di Confagricoltura Vercelli e al termine del mandato diventa presidente della Federazione Nazionale di prodotto riso di Confagricoltura a Roma.
PERINOTTI E LA FIERA IN CAMPO
Negli anni della gioventù, Giovanni era la Fiera in Campo in persona. Quelle Fiere in Campo dove il maltempo era una costante e bisognava modificare all’ultimo il programmadelle prove. Gli anni della presidenza di Confagricoltura Vercelli non sono stati facili a causa dell’andamento del mercato ma ha sempre gestito le situazioni con grande responsabilità e soprattutto aperto al confronto, anche duro,al quale non si è mai sottratto. Pur se appariva di carattere forte, Giovanni era sempre in prima linea e disponibile ad aiutare chiunque.

IL RICORDO DI BAROZZI
Flavio Barozzi, lomellino e presidente della Società agraria di Lombardia, lo ricorda così: «Ho avuto modo di conoscere Giovanni Perinotti in quella straordinaria “palestra” di pensiero tecnico-sindacale che fu l’ANGA degli scorsi anni ’90. Anni di impegno, di dibattito aperto e costruttivo, cui Giovanni con la sua schiettezza e la sua concretezza ha dato un contributo sempre significativo. Un contributo iniziato come presidente della sezione ANGA di Vercelli e come componente del Comitato Esecutivo Nazionale, poi proseguito con l’impegno a livello senior. Le parole di cordoglio che hanno espresso altre Amiche e Amici “ex-anghini” nell’apprendere la triste notizia testimoniano il ricordo che Giovanni ci lascia». Barozzi ci invia anche una foto d’archivio in cui appare un giovanissimo Perinotti (indicato con la freccia) ad una riunione del comitato esecutivo Anga del 1993.

MEZZA: COMPAGNI DI SCUOLA E DI VITA
Ottavio Mezza, presidente Norverisi e grande amico di Perinotti, lo ricorda così: «Giovanni è nato 20 giorni dopo di me ma portiamo un anno. Ci siamo conosciuti in collegio al San Giuseppe dove i nostri letti confinavano nella camerata dei convittori. Tutti e due alpini ci siamo ritrovati all ANGA; lui in ruoli di primo piano mentre io mi affacciavo timidamente (Giovanni è stato fondamentale per la crescita della nostra associazione giovanile anche e soprattutto all interno della società Vercellese); poi con l’arrivo di Quirino Barone ecco che il nostro trio prendeva corpo e vigore. Eravamo inseparabili, volevamo guidare il cambiamento della nostra risicoltura; il confronto era continuo con le riunioni che continuavano anche in pizzeria. Ogni occasione era buona per stare insieme,con il sorriso stampato sulla faccia nel tentativo di maturare un pensiero comune e condiviso. Ricordo che il dottor Cuzzotti ci chiamò con pochi altri e ci investì di responsabilità “voi sarete il futuro della nostra Confagricoltura “. Forti di questa investitura abbiamo provato, non senza fatica, ad imporre le nostre idee; e dopo alcune sconfitte eccoci protagonisti: Quirino presidente all Unione; Giovanni al Condifesa ed io all Ovest Sesia. Il tempo per stare insieme era sempre meno, le famiglie, i figli, gli impegni anche da Sindaco per me e Giovanni. Ma c’è un giorno speciale che voglio ricordare; scopriamo che a Roma si festeggia qualcosa per la nostra ANGA; Io non posso; io sono impegnato; io ho già una riunione. Bene alle 6 del mattino eravamo tutti in macchina, destinazione Roma; non potevamo mancare. E ‘ stata l ultima occasione per salutare, insieme, i privilegi della nostra gioventù, per brindare insieme…già intravedendo dov’è il destino ci stava portando; riabbracciare gli amici di tante serate tirate fin verso il mattino “a stramaledire le donne, il tempo ed il governo “(diceva De Andre). Io Giovanni ti voglio ricordare così, sempre pronto a scherzare su tutto e su tutti, fiero delle tue convinzioni per le quali non eri disposto a scendere a compromessi.Per quello che hai fatto, per come lo hai rinnovato noi agricoltori ti siamo grati. Sei passato dall essere il più accanito propositore del cambiamento, ad essere il più strenuo difensore della nostra storia e della nostra identità di risicoltori».


