Si è svolta nei giorni scorsi presso Cascina Pietrasanta la conferenza di presentazione dei risultati della prima fase del progetto CSIS – Certificazione dei sistemi irrigui a scorrimento per la tutela della risorsa idrica e la ricarica della falda.
Davanti a una platea numerosa di imprenditori agricoli, il Consorzio Est Ticino Villoresi, insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e con il sostegno di Fondazione Cariplo, ha illustrato gli esiti delle sperimentazioni condotte nelle stagioni agrarie 2024 e 2025.
Il progetto CSIS nasce dalla necessità di migliorare l’irrigazione a scorrimento senza snaturarla, ma rendendola più efficiente e più adatta a un contesto climatico e gestionale radicalmente cambiato, nel corso degli ultimi anni.
SVILUPPO DI MODELLO IDRODINAMICO
La prima fase del progetto, conclusa nell’ottobre 2025, ha riguardato prove irrigue in campo, monitoraggio della biodiversità e sviluppo di un modello idrodinamico delle irrigazioni a scorrimento. I risultati hanno dimostrato che miglioramenti significativi in termini di efficienza e adeguatezza irrigua possono essere ottenuti con interventi minimi e poco invasivi, agendo sulla gestione – tempistiche, portate, livellamento fine e finestre irrigue – senza modificare la tecnica tradizionale.
«L’irrigazione a scorrimento è parte integrante dell’identità agricola e territoriale della nostra area» ha dichiarato il Presidente del Consorzio e di ANBI Lombardia Alessandro Rota. «Con CSIS dimostriamo che è possibile innovare senza stravolgere: migliorando la gestione, possiamo aumentare la resilienza del sistema irriguo, contribuire alla ricarica della falda e garantire maggiore stabilità alle imprese agricole, in un contesto climatico sempre più instabile».
QUANDO UNA PRATICA IRRIGUA E’ BUONA?
Il progetto punta ora alla seconda fase, orientata alla definizione di criteri oggettivi e misurabili per certificare le buone pratiche irrigue e incentivare le aziende agricole che le adottano. L’obiettivo è sempre quello di aumentare la resilienza del sistema irriguo a scorrimento e favorire un uso più efficiente dell’acqua in azienda e nei distretti irrigui.
La conferenza ha rappresentato anche un momento di confronto diretto con il mondo agricolo, che ha seguito con particolare interesse la presentazione degli interventi sul campo e le prospettive concrete e della seconda fase progettuale.
CSIS si conferma così come un progetto pilota capace di coniugare ricerca scientifica, gestione consortile e pratiche agricole, nel solco di una fruizione condivisa della risorsa idrica, che è da sempre un tratto distintivo delle realtà irrigue lombarde.


