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I TEMPORALI FERMANO LA DISCESA DEI LAGHI

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Nella scorsa analisi si riscontravano i segni premonitori delle criticità rispetto al servizio irriguo, criticità che poi si sono palesate.

2022 – 2023: I TEMPORALI FANNO LA DIFFERENZA

È utile però ricordare le differenze rispetto alla passata stagione: in queste settimane la siccità era al suo apice colpendo in modo particolare l’intera provincia di Pavia.

Rispetto al 2022 si sono riscontrati un maggio e un giugno significativamente più piovosi e questo ha consentito di avviare in modo agevole la stagione irrigua ricaricando la falda in modo importante e consentendo, già a fine giugno, la piena riattivazione del sistema di fontanili e colature.

DISPONIBILITA’ DELLE RISORGIVE

La disponibilità di risorgive e fontanili consente di ridurre al minimo i sussidi dalla rete derivata dai fiumi permettendo di concentrarla sulle utenze non beneficiate direttamente dalle riproduzioni irrigue.
Il lago Maggiore ha avuto un’imponente fase di calo già riscontrata nelle scorse settimane, con una discesa idrometrica che, soprattutto in presenza di ridotta attività idroelettrica da serbatoio, arriva fino a 5 cm al giorno.

TEMPORALI FERMANO CALO DEL VERBANO

 

L’importante attività temporalesca degli ultimi giorni sull’areale alpino e prealpino ha permesso di interrompere la fase di calo nel Verbano. Invece, il l lago di Como ha un’inversione con un incremento dei livelli di circa 20 cm.
I livelli dei laghi sono sotto il livello medio. Il lago di Como 58 cm in meno e il lago Maggiore è 56 cm in meno.

Tali livelli sono causa dell’eccezionale siccità dello scorso anno, evento che si è protratto fino allo scorso aprile. Anche in conseguenza di questa situazione e del possibile peggioramento di scenario nelle prossime settimane in assenza di temporali, Regione Lombardia ha attivato protocolli di rilascio straordinario dai serbatoi idroelettrici presenti sul territorio regionale a favore del lago di Como.

 

STRATEGICI I RILASCI DALL’IDROELETTRICO

Si auspica che questi protocolli di rilascio straordinario possano essere attivati, in caso di ulteriore calo della disponibilità nel lago Maggiore e in Po e Dora Baltea, anche a livello sovraregionale. Così si garantisce, anche alla provincia di Pavia, il soccorso irriguo in presenza di criticità e non penalizzare nuovamente Lomellina e Pavese come accaduto nel 2022.

L’accumulo nevoso è ormai totalmente compromesso, evento che non stupisce dato il ridotto e tardivo apporto che è stato il terzo più basso degli ultimi 16 anni. La falda presenta un andamento che si conferma positivo con dati migliori rispetto anche al 2021.

Analizzando nel dettaglio.

RISERVE NEVOSE

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche analizzate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia un dato coerente con le ultime rilevazioni e con le attese.

L’accumulo nelle stazioni considerate è totalmente assente. Si è nello stesso scenario del 2011 e del 2022. Mentre il 2011 fu un anno isolato, si evidenzia nuovamente come si è in presenza di due annate consecutive di totale compromissione del manto nevoso già nella seconda decade di giugno. Il grafico al 13 luglio è poco significativo ma è utile per evidenziare la linea di tendenza che, nel mese di luglio è ormai prossima allo zero.

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LAGO MAGGIORE

Il bacino del lago Maggiore vede una importante fase di calo interrotto, come già dettagliato, dall’attività temporalesca di questi giorni. Negli ultimi 14 giorni è proseguita la fase di calo del livello idrometrico con un rateo giornaliero medio di quasi 4 cm.

In soli 14 giorni, tra il 29 giugno e il 13 luglio, il confronto con il 2021 è cambiato in modo importante passando da un saldo negativo di 10 cm a ben 92 cm: 82 cm di lago in meno rispetto al 2021, in due settimane. Situazione diversa nel confronto tra il 2022 e il 2023, il confronto in 14 giorni vede nel 2021 un calo di 3 cm e nel 2023 un calo di 53 cm.

Inutile evidenziare come i rilasci del 2022 erano estremamente più ridotti delle portate erogate nel 2023 che sono prossime alla competenza.  Questa estrema volatilità non può lasciare indifferenti. Riportiamo i consueti grafici acquisiti dal sito laghi.net.

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ANDAMENTO FALDA TEMPORALI

La falda freatica, nella stazione di misura considerata, prosegue con una imponente crescita nell’ordine dei 5 cm al giorno con picchi di 7 cm. Valori rappresentano un massimo assoluto. temporali

La lettura del grafico consente di avere piena contezza della differenza tra 2022 e il 2023. Se esiste una rappresentazione grafica dell’andamento della stagione irrigua, questa coincide con la rappresentazione dell’andamento della falda. Ciò è la prova di come l’attività irrigua sia l’unico elemento che determina ricarica, risalita e restituzione dalla falda freatica.

La falda presenta un saldo positivo a pari data di 51 cm rispetto al 2021 e di ben 86 cm rispetto al 2022. Significa un’anticipazione nella riattivazione dei fontanili di oltre 10 giorni rispetto al 2021, l’andamento anomalo del 2022 non consente di effettuare confronti.

Con riferimento poi alla stazione di misura di Sartirana Lomellina si riporta anche l’andamento pluviometrico degli ultimi sei mesi del 2021, 22 e 23. Il grafico evidenzia l’andamento pluviometrico favorevole dato soprattutto dal mese di maggio che ha portato le cumulate di pioggia a dati paragonabili al 2021, con il vantaggio di vedere una concentrazione nel mese di maggio. Concentrazione che ha permesso di dare una prima risposta alla domanda irrigua del mais. L’interruzione delle piogge negli ultimi giorni ha determinato l’innesco delle criticità già evidenziate.

 

SCALA DI ALLARME RISERVA IRRIGUA TEMPORALI

L’andamento della scala di allarme della riserva irrigua vede uno scenario che conserva al proprio interno criticità che solo l’attività temporalesca e la gestione dei serbatoi alpini possono attenuare in modo significativo.
Con riferimento all’accumulo nevoso il livello di allerta si mantiene a 5.

Rispetto all’accumulo di risorsa nei laghi si mantiene un livello 3, livello che potrebbe passare a 4 nei prossimi giorni in assenza di ulteriori eventi temporaleschi. Con riferimento al livello di falda si mantiene un livello 2.
In considerazione di tutto questo si ritiene di poter indicare l’indicatore della scala di allarme a livello 10 su scala 15. Autore: Alberto Lasagna, Confagricoltura Pavia

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