STRATEGIE AFRICANE

Ecco cosa pensa di fare dell'export di riso la Nigeria

L’Africa nei prossimi anni potrebbe passare dal ruolo di area importatrice netta di riso ad esportatrice: accade in Nigeria, dove il ministro federale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale  Alhaji Sabo Nanono, ha annunciato dopo la visita del direttore generale e amministratore delegato della Nestlé Nigeria PLC, Mauricio Alarcon, a Lagos, che la Nigeria potrebbe iniziare esportare riso entro due anni. Lo afferma Premium Times.

«Con il miglioramento del tasso di produzione, il riso nigeriano verrà presto esportato. Prima della chiusura del confine terrestre (alle importazioni, ndr.), la maggior parte delle riserie funzionava parzialmente, ma ora non solo stanno funzionando a pieno regime, ma stanno anche crescendo», afferma il ministro. In effetti, la chiusura dei confini ha contribuito a porre fine alla prevalenza del riso straniero nel paese e ha portato ad un aumento della produzione locale di riso in molte riserie in Nigeria. L’azione del governo ha contribuito ad aumentare la produzione locale di riso, incrementando i finanziamenti per le banche agricole, creando dunque una nuova generazione di agricoltori e molti posti di lavoro. Il ministro annuncia che la maggior parte dei produttori ha riserve per i prossimi sei mesi. Pertanto, prima della fine delle scorte, verrà raccolto il riso della stagione secca e prima della fine di questa ultima fornitura, tornerà una nuova stagione delle piogge. Il ciclo di raccolta si svolge in 9 mesi nel paese, quindi il riso non viene raccolto per soli 3 mesi da novembre a gennaio. Inoltre, il paese sta avanzando: più il ciclo si allargherà, più aumenterà la produzione e consentirà un’espansione della catena del valore locale del riso e creerà nuovi posti di lavoro.

Allo stato attuale, il paese è dotato di 11 impianti in grado di produrre da 180 a 350 tonnellate di riso al giorno. Tra pochi mesi verrà aperto un nuovo stabilimento in grado di produrre 400 tonnellate al giorno, nonché 34 piccoli impianti in diverse regioni. Queste nuove infrastrutture andranno a beneficio della crescente produzione locale. A contribuire a questa corsa alla produzione locale è Nestlé Nigeria  PLC. Il direttore generale e amministratore delegato Mauricio Alar conferma: «Acquistiamo localmente l’80% dei nostri prodotti. Compriamo il 100% di mais localmente per Golden Morn. Soia, miglio, zucchero, sale e cacao sono di origine locale»; l’obiettivo è attivare migliaia di nuovi posti di lavoro.

Il ministro dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale ha annunciato che avrebbe assunto 50.000 lavoratori nei prossimi tre anni per migliorare l’agricoltura locale, per aiutare gli agricoltori a utilizzare metodi e tecniche che faciliteranno l’aumento della produzione.
«Abbiamo bisogno di operatori per la divulgazione, allo scopo di guidare gli agricoltori locali su come utilizzare i fertilizzanti nei diversi terreni. Senza queste figure, avremo sempre problemi nella produzione di colture di qualità», ha dichiarato il Ministro, che spera allo stesso tempo di raggiungere i giovani. Il Paese ha attualmente meno di 10.000 operatori di questo tipo. Una carenza che contrasta con una popolazione dedita principalmente all’agricoltura (70% della popolazione).

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