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I CERVELLONI DELL’IRRIGAZIONE CHE NON C’E’

da | 4 Dic 2022 | NEWS

siccità
L’Ente Nazionale Risi è preoccupato per la lentezza con cui si sta affrontando l’emergenza siccità. Pertanto l’Ente convoca il 5 dicembre a Castello d’Agogna in accordo con le Regioni Lombardia e Piemonte: l’Università e il Politecnico di Torino e l’Università di Milano, le Anbi regionali, l’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, l’Airi, i sindacati agricoli e soprattutto i consorzi irrigui Est Sesia, Ovest Sesia, Baraggia e Villoresi.

PROTOCOLLI? SERVONO INTERVENTI!

Paolo Carrà dice di muoversi nel solco del protocollo per il riso, firmato nei mesi scorsi a Novara. La realtà è che non serve alcun protocollo, servono interventi. Lo abbiamo già scritto mesi e mesi fa, stilando un dossier di proposte, applaudito dalle Regioni, e visto con favore dallo stesso Ente Risi che adesso, dopo aver aspettato che i consorzi irrigui facessero la loro parte, intende esercitare una discreta pressione affinchè la facciano.
Sullo sfondo c’è il cambiamento climatico ma ci sono anche le scelte aziendali. Carrà non fa mistero di considerare la semina in asciutta, se non correttamente gestita,il problema, anche se non si può imporre a nessuno come seminare.

L’INSUCCESSO DELLE TURNAZIONI

«I consorzi irrigui ci hanno sempre detto che il sistema in condizioni ordinarie si regge se vi è ricarica della falda. Pertanto, è necessario che l’acqua in risaia giunga presto perché solo così si può raggiungere quell’equilibrio di falda che consente di sopperire ai momenti di minor afflusso idrico», ha detto qualche giorno fa a Vercelli. Ma non è l’unico problema: la gestione dell’emergenza fa acqua, i consorzi, che pure dovrebbero essere il pensatoio irriguo, una fucina di idee e soluzioni, si sono presentati del tutto impreparati all’emergenza e un replay nel 2023 significherebbe disincentivare la risicoltura.
L’Est Sesia propone di turnare le irrigazioni – la chiamano distribuzione “equa” della risorsa – ma l’esperienza di quest’anno è stata fallimentare: la turnazione non ha salvato la Lomellina e ha ucciso il Novarese. Per la presidenza Colli, che ha rimpiazzato Caresana promettendo mari e monti, è stato un feroce risveglio nella realtà.

LE ASPETTATIVE SU AWD

In realtà, Colli è un agricoltore che coltiva energia idroelettrica e non compete a lui trovare soluzioni tecniche. L’Ente Risi sta cercando di dare una mano ai consorzi con le sue ricerche. Tuttavia, non si può mistificare la realtà: il sistema AWD, frutto di una ricerca su bando Regione Lombardia che prevede, nelle zone ove è possibile farlo, turnazioni irrigue ben calibrate, precedute comunque da una irrigazione già nel mese di aprile, sarà svelato a gennaio.
Oggi si sa, perché Marco Romani lo ha dichiarato a Risoitaliano, che se si turna nel momento sbagliato si uccide la pianta di riso. Insomma, un percorso stretto stretto. Il 5 si discuterà anche di invasi e di semplificazioni degli iter burocratici, che sono stati uno dei problemi durante la passata stagione irrigua.

STRATEGIE DI CONTENUTO

Ciò che Carrà non vuole – ha confidato a un risicoltore – è chiacchierare e ha già detto che lo scopo di questa cabina di regia è uscire dall’incontro con un documento di proposte condivise tra tutti, frutto di una visione e di una strategia futura. La strategia deve contenere gli impegni di ciascuno e le richieste da portare alle istituzioni competenti.
L’Unione agricoltori di Vercelli ha già annunciato pubblicamente su Risoitaliano che sta preparando la sua. Le soluzioni però devono venire da Ovest Sesia ed Est Sesia. Ovest Sesia con le recenti riunioni di zona ha iniziato ad individuare nuovi percorsi operativi. Sullo sfondo c’è anche la redistribuzione delle quote irrigue nell’ambito della Coutenza del Canale Cavour. 
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