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GLI EROI DELLA SOMMERSIONE

da | 26 Apr 2021 | NEWS

Siamo ormai giunti nel pieno delle operazioni di semina per quel che riguarda l’interrata a file, i cui dati in continua crescita ne dimostrano la prevalenza sulla più tradizionale semina in acqua. Abbiamo quindi deciso di confrontarci con un folto gruppo di risicoltori, distribuiti su tutti gli areali risicoli italiani, per scoprire maggiormente nel dettagli le scelte di semina e le motivazioni ad esse legate, creando con loro chiacchierate interessanti. Queste ci hanno condotto a trattare diversi temi, a volte unici e a volte ricorrenti, con i professionisti della coltivazione del riso che si sono dimostrati come sempre molto disponibili alla divulgazione.

Sommersione contro tendenza

Partiamo dal gruppo meno nutrito, chi sceglie di continuare a seminare tutta la superficie aziendale in acqua, in contro tendenza con la maggioranza dei risicoltori. Claudio Melano, risicoltore di Gionzana nel novarese, si dimostra sensibile agli interessi comuni e spiega così le motivazioni di questa scelta: «Ho scelto di seminare tutta la superficie aziendale a spaglio in acqua, come faccio da sempre lavorando in una zona dove spesso risulta difficile praticare la semina interrata. Mantengo questa posizione anche per favorire la ricarica delle falde già in questo periodo, in modo da mitigare per quanto mi sia possibile le problematiche di reperimento d’acqua che vi saranno prossimamente per i miei colleghi più a valle. Dovessimo seminare tutti in asciutta la situazione sarebbe insostenibile, la percentuale elevata di adozione di questa tecnica ha già palesato l’insorgere di numerose problematiche nel soddisfare le richieste contemporanee d’acqua tra riso e altre colture, legate anche alla lentezza dell’acqua nel percorrere le camere, dovendo ricaricare le falde. Riguardo alla preparazione dei terreni, ho avuto delle problematiche nel seminare il sovescio di veccia questo autunno, a causa delle continue piogge. La coltura non si è sviluppata come gli scorsi anni, anche a causa di una primavera anomala (prima troppo asciutta, in seguito fredda), e a metà aprile (momento in cui la incorporiamo nel terreno tramite l’aratura) la pianta ha raggiunto i 35 cm di altezza. Mi auguro di riuscire a risparmiare almeno 35 unità di N/ha come nelle scorse campagne, avendo un terreno ricco di sostanza organica in seguito a 7 anni di adozione di questa tecnica, come dimostrato dalle analisi del terreno che effettuo annualmente».

Linea simile quella seguita da Alice Cerutti, titolare di Cascina Oschiena a Crova (VC), che aggiunge: «La scelta di seminare tutta la superficie in acqua, che attuiamo da anni, è legata al voler preservare il complesso meccanismo che garantisce la disponibilità di acqua per l’intero comprensorio risicolo. La scelta della sommersione, benché più onerosa dal punto di vista gestionale,  permette però di sfruttare l’abbondanza di acqua derivante dallo scioglimento delle nevi più basse nei primi giorni di primavera, mettendo così in moto il complesso sistema di fontanili e colature e, più in generale, il sistema irriguo disegnato parecchi decenni orsono. Inoltre, attraverso la sommersione preserviamo l’habitat risaia che, grazie alla presenza dell’acqua, si è sviluppato nei secoli sul territorio. Nella nostra Cascina siamo molto attenti al rispetto delle specie collegate all’ecosistema risaia, come dimostrato dalla creazione dell’Oasi Naturale, che nasce con l’obiettivo di ricreare e mantenere in tutte le stagioni un ambiente naturale stabile d’area umida, finalizzato alla sosta e alla nidificazione di varie specie di uccelli acquatici migratori e per garantire la sopravvivenza e la riproduzione di molte specie di anfibi, farfalle e libellule. »

C’è stato anche chi, come Lorenzo Bovio, risicoltore di Pernate (NO), dovendo seminare tutto in acqua a causa della morfologia dei suoi terreni, ha riscontrato delle difficoltà: «L’acqua è arrivata in ritardo di una settimana abbondante, riducendo il tempo disponibile per l’attuazione delle pratiche colturali che avevamo scelto, come la falsa semina. Anche la diminuzione dei principi attivi disponibili in pre-semina rende l’adozione di questa tecnica sempre più complessa, essendo difficile partire puliti. Le temperature basse delle scorse settimane, inoltre, non hanno aiutato lo sviluppo delle infestanti».

L’alleato dei risicoltori per il contenimento delle infestanti

Un principio attivo innovativo per il trattamento in pre-semina, capace di agire anche in assenza delle infestanti, tuttavia c’è. Si tratta di Avanza 2021, erbicida destinato alla risicoltura che ci viene presentato da Andrea Bagnalasta, tecnico Gowan, che spiega: «È importante mantenere un equilibrio tra la scelta di seminare in acqua ed in asciutta, anche per preservare il sistema idrico della risicoltura italiana. Il nostro prodotto aiuta a rendere ancor più efficace nel contenimento delle infestanti la scelta di seminare in acqua, essendo utilizzabile in risaia sommersa anche a ridosso delle operazioni di semina (seminando nella stessa acqua in cui si è effettuato il trattamento). Si tratta di un erbicida residuale ad azione prolungata, efficace nei confronti di Heteranthera reniformis, Heteranthera limosa, Cyperus difformis (Zigolo delle risaie), Leptochloa spp, Schoenoplectus mucronatus e  Leersia oryzoides, inoltre manifesta un’interessante azione di condizionamento su alcune infestanti “non-target”, come il giavone, che risultano così più facilmente controllabili nel successivo trattamento in post-emergenza. Consigliamo di utilizzare il prodotto in pre-semina e, nonostante non vi sia la registrazione definitiva, quella per uso di emergenza ne permette a pieno l’utilizzo per tutto il periodo di semina, dalle varietà più tardive alle più precoci». Autore: Ezio Bosso