ECCO LE INFESTANTI CHE PREOCCUPANO

Domenicale, Pianzola, Balzaretti e Boieri fanno il punto sui diserbi del riso

Sono terminati ormai, nella maggioranza dei casi, i trattamenti fitosanitari dedicati al contenimento delle erbe infestanti ed è tempo di bilanci. Per tirare le somme di questa campagna diserbi abbiamo intervistato alcuni attori  della risicoltura nostrana, che operano nelle tre principali province risicole fornendo assistenza tecnica e/o i prodotti di cui necessitiamo per effettuare i trattamenti. Partendo da Pavia e dalla Lomellina, abbiamo parlato con Fabrizio Domenicale, agronomo di Terrepadane: «I problemi maggiori sono stati legati ai giavoni, nonostante l’aiuto di Loyant, e all’espansione delle ciperacee, che hanno sviluppato resistenze alle sulfoniluree. Problema particolare il Cyperus difformis, poiché di difficile controllo, non potendo utilizzare oxadiazon in pre-semina, e facile diffusione, mediata da diversi vettori difficilmente controllabili. Ho notato alcune infestazioni di Eclipta in diverse camere, ma su questa Loyant ha un’efficacia totale. Parlando di infestanti da asciutta, che possono creare danno nelle zone in cui l’acqua viene turnata, la Digitaria sta creando delle preoccupazioni, avendo la capacità di sovrastare il riso se lasciata sviluppare eccessivamente, come potrebbe avvenire in mancanza d’acqua».

Difficoltà con il Cyperus

Pietro Pianzola, titolare della Nuova Fitochimica Srl, aggiunge: «Qui in Lomellina abbiamo alcune zone in cui i prodotti presenti sul mercato non sono in grado di contenere completamente i giavoni, pur considerando le nuove miscele effettuabili grazie al Loyant. Sulle semine interrate il problema Digitaria, se non combattuto rapidamente con Aura (unico prodotto in grado di agire efficacemente), può portare ad ingenti infestazioni. Una soluzione a queste due problematiche, tuttavia, c’è: la linea Provisia di Basf, che permette un ottimo controllo di entrambe. Nella zona del Ticino abbiamo difficoltà a controllare il Cyperus, anche utilizzando prodotti come Gulliver, Permit e Sempra. Altro problema è la persicaria, per la quale manca un prodotto in grado di essere efficace; in passato la Basf aveva proposto il Tooler, una solfonilurea, ma ad oggi non è più registrato su riso (presente su mais con il nome di Algedi). Nelle semine in acqua notiamo l’inefficacia dei prodotti esistenti sul mercato su Scirpus maritimus, che viene bloccato al momento del trattamento con sulfoniluree ma ricaccia successivamente.  Insomma manca il propanile! Gli agricoltori dovrebbero lottare per ottenere prodotti che siano realmente efficaci, anche se riconosco le difficoltà legate al confronto con l’opinione pubblica; inoltre, la necessità di utilizzare moltissimi prodotti diversi, tutti specifici per singole infestanti e con prezzi più alti che in passato, rende le scelte imprenditoriali molto difficoltose a livello economico».

Incubo giavone bianco

Ci spostiamo a Novara, affrontando gli stessi temi con Alberto Balzaretti, di Balzaretti Agri-Business Srl, attività situata in provincia di Vercelli ma sulla sponda est del fiume Sesia (a Borgo Vercelli), finendo per lavorare con molti agricoltori di entrambe le province ma per lo più novaresi, le cui richieste pervenute durante la campagna portano l’esperto ad affermare: «La principale problematica è il giavone bianco, per i quali il Loyant non si è dimostrato completamente efficace. Tuttavia, utilizzandolo in miscela con Aura, Clincher e Dash si riescono ad ottenere ottimi risultati, che diventano pressoché perfetti se si utilizza la dose giusta di Aura, che non deve essere sotto dosato, vero segreto di questa miscela. Molto importante anche il timing applicativo, poiché questo trattamento risulta efficace su giavoni molti giovani, che non muoiono più se lasciati sviluppare. Altro problema in molte risaie è la presenza di Crodo resistente ai trattamenti con Beyond (tecnologia Clearfield), resistenze causate molto spesso da errori commessi in passato dagli agricoltori, che effettuavano un unico passaggio, ma legate anche alla “vecchiaia” della molecola, ormai presente in modo importante da 10 anni circa nelle nostre campagne. Infine ritengo giusto menzionare anche il Cyperus difformis, difficile da trattare poiché coperto dal riso e capace di occupare molto spazio velocemente».

Scirpus mucronatus da monitorare

Dante Boieri, di Boieri Snc a Pernate (NO), ribadisce le problematiche legate al giavone, risolte in parte dalla miscela sopracitata ed aggiunge: «I vari Cyperus presenti in risaia stanno creando alcuni problemi quest’anno, cominciando a manifestare delle resistenze, ed anche lo Scirpus mucronatus si è dimostrato ostico. Mcpa e Triclopir non riescono ad essere completamente efficaci su queste infestanti e necessiterebbero di un supporto da parte di prodotti come il propanile, non più utilizzabile in risaia. L’annata può dirsi abbastanza tranquilla, ma penso sia giusto prestare attenzione a queste infestanti, che un tempo non creavano grossi problemi e per le quali oggi mancano le molecole adatte. Certo si possono contenere le infestazioni di post-emergenza con un trattamento in pre-semina basato su Rifit ma bisogna anche considerare il fattore spesa, in continuo aumento sia relativamente al singolo prodotto che a causa della necessità di utilizzare una importante moltitudine di principi attivi, tutti specifici per un singolo gruppo di infestanti. La spesa per i diserbanti all’ettaro è in crescita negli ultimi anni e dobbiamo ricordare che il compito dei risicoltori, che sono imprenditori a tutti gli effetti, è creare reddito. Continuando ad impostare i prodotti fitosanitari su alta specificità e complessità, che si traducono in prezzo  elevato, e a rendere difficoltose le nuove registrazioni rischiamo di allontanare i nostri clienti, per questo mi chiedo: la risicoltura fino a quando riuscirà a tenere questo ritmo?» Autore: Ezio Bosso

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Risicoltura
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