PROVISIA È SOSTENIBILE

Analizzato l'impatto della nuova tecnologia Basf
Il primo campo di riso Provisia®

Il tema della sostenibilità è talmente sentito che per la coltura del riso, che utilizza una risorsa di primaria importanza come l’acqua, la divisione italiana di BASF Agricultural Solutions ha sviluppato un progetto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino (DISAFA) per un’attenta valutazione non solo tecnica, ma anche ambientale delle soluzioni innovative che saranno introdotte nei prossimi anni per i risicoltori italiani.

La sostenibilità di Provisia

In occasione del lancio italiano della tecnologia Provisia – sviluppata per far fronte al problema della resistenza agli erbicidi nelle infestanti graminacee del riso – BASF ha condotto insieme a DISAFA un’analisi per valutarne l’impatto ambientale.

La tecnologia Provisia prevede l’impiego dell’erbicida Verresta in due interventi, il primo a partire da 2-3 foglie del riso, il secondo nella fase di crescita delle piante fino all’accestimento.

Le indagini condotte da DISAFA sulle concentrazioni del diserbante nelle acque e nel suolo di risaia hanno l’obiettivo di verificare che la combinazione fra le caratteristiche della molecola e le buone pratiche di gestione dell’acqua in risaia, prima e dopo i trattamenti, permettano di raggiungere un significativo livello di protezione ambientale.

I risultati dello studio Diasafa

Lo studio ha preso in considerazione due diversi sistemi d’irrigazione – convenzionale e alla ferrarese – per escludere che la tipologia di circolazione delle acque influisse sulla dissipazione della molecola.

Inoltre, nella risaia con circolazione dell’acqua convenzionale, lo studio ha preso in esame due camere con diversa modalità di gestione dell’acqua: “risommersione rapida” nella quale l’acqua è stata immessa il giorno successivo al trattamento instaurando l’immediata circolazione dell’acqua, e “gestione stewardship” nella quale l’acqua è stata immessa 3 giorni dopo il trattamento e la bocchetta d’uscita è stata tenuta chiusa fino a 7 giorni dal trattamento. Con il fine di verificare se questa pratica favorisse una maggiore degradazione nell’acqua di risaia.

La degradazione dell’erbicida nell’acqua e nel suolo, essendo in parte determinata da fenomeni di fotolisi, risulta particolarmente rapida dopo il primo trattamento, quando la copertura fogliare è limitata. I risultati hanno evidenziato che proprio grazie alla rapida degradazione, il doppio trattamento di Verresta determina concentrazioni molte contenute di principio attivo nelle acque in uscita dalle camere già dopo pochi giorni dall’applicazione.

I diversi sistemi irrigui (convenzionale e alla ferrarese) non hanno evidenziato differenze sostanziali nelle dinamiche di degradazione della molecola. In entrambi i sistemi l’erbicida si degrada completamente dopo 30 giorni dal trattamento nell’acqua di sommersione e dopo 14 giorni nel suolo (residui inferiori al limite di quantificazione rispettivamente di 0.005 μg/L in acqua e di 5 μg/kg nel suolo).

I risultati osservati nelle due camere (risommersione rapida e gestione stewardship) hanno evidenziato l’utilità di riportare in etichetta le indicazioni per la corretta gestione delle acque di risaia prima e dopo il trattamento erbicida per garantire una degradazione ottimale dell’erbicida. 

Lo studio in definitiva ha dimostrato il buon profilo ambientale in termini di residualità nel suolo e nelle acque del diserbante alla base della tecnologia Provisia.

 

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