DE AGOSTINO STANA IL MINISTERO SUL VIETNAM

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailLa Provincia Pavese “stana” il Ministero delle politiche agricole sulla questione del riso vietnamita. Dopo giorni di imbarazzato silenzio arriva una risposta, che è anche una replica alle accuse...

11145219_10204659844644185_2737172691362421024_nLa Provincia Pavese “stana” il Ministero delle politiche agricole sulla questione del riso vietnamita. Dopo giorni di imbarazzato silenzio arriva una risposta, che è anche una replica alle accuse della Lombardia (http://www.risoitaliano.eu/la-lombardia-renzi-ha-abbandonato-il-riso-italiano/) e arriva da Angelo Zucchi, capo della segreteria del ministro Martina (nella foto grande, a sinistra, mentre parla con il viceministro Andrea Olivero). A “stanarlo” è Umberto De Agostino (foto piccola), che scrive dalla Lomellina: «Stupiscono le affermazioni dell’assessore Fava – sono le parole di Zucchi, intervistato dal giornalista pavese –  per la totale mancanza di aderenza alla realtà. Il governo, infatti, è impegnato da oltre 18 mesi in una complessa battaglia per la tutela del riso italiano, oggettivamente penalizzato dalle importazioni a dazio zero da alcuni Paesi asiatici. Il ministro Martina già nel marzo 2014 ha denunciato la gravità della situazione in Consiglio dei Ministri Ue, chiedendo alla Commissione di intervenire e creando un gruppo di sostegno alla proposta con Spagna, Portogallo, Frangia, Grecia, Bulgaria e Romania. Proprio l’impegno dell’Italia ha portato la Commissione europea ad attivare il monitoraggio costante dei prezzi e un’analisi di mercato per stabilire l’effetto delle importazioni. Non ci basta. Nel Consiglio del luglio scorso abbiamo ulteriormente ribadito che un intervento non è più procrastinabile e sullo stesso tema insisteremo lunedì 7 settembre nel Consiglio straordinario. Stiamo lavorando con la filiera da settimane a strumenti operativi utili per contrastare la perdita di reddito dei nostri produttori. Stupisce ancor di più che Fava rivendichi come suoi i risultati e le scelte di questo governo. I 22,6 milioni annui cui fa riferimento sono quelli che il ministro Martina, in accordo con le Regioni, ha stanziato dal budget degli aiuti accoppiati proprio per investire in un settore strategico come quello del riso. Infine, le trattative sul “greening” sono condotte direttamente dal governo a Bruxelles, anche a nome della Lombardia. Questo Fava sembra dimenticarlo». Tutto secondo copione, visto che da quando il lombardo Martina ha assunto la responsabilità del dicastero agricolo è guerra aperta con la Regione e specialmente con Fava. Non si può dire però che la risposta di Zucchi soddisfi molto i risicoltori, che si attendono dal governo dei risultati concreti. Del resto, proprio in questi giorni, l’Ente Risi, che è un ente vigilato dal Mipaaf e lavora quindi in stretto raccordo con Martina ha rivelato che l’ultimo aggiornamento della Commissione europea evidenzia un peggioramento della situazione delle importazioni di riso lavorato dai PMA, poiché da settembre 2014 a luglio 2015 l’Unione europea ha importato 314.265 tonnellate di riso lavorato rispetto alle circa 281.000 dell’intera campagna scorsa (+33.000 t). I quantitativi provenienti dalla Cambogia risultano pari a 239.843 tonnellate a fronte delle 224.721 tonnellate importate nella campagna precedente, facendo registrare un incremento del 7%. Le importazioni dal Myanmar evidenziano un incremento del 118%, essendo passate dalle 31.504 tonnellate di un anno fa alle 68.734 tonnellate attuali. Dati che dimostrano l’inefficacia del “monitoraggio” europeo vantato dal Mipaaf. Che l’Europa non ci stia affatto ascoltando e che quindi l’azione del governo sia inefficace lo ammette anche l’Ente Risi sul proprio sito internet: «Alla luce di questi dati la Commissione europea non può più sostenere che gli operatori cambogiani hanno mantenuto l’impegno a non aumentare l’export verso l’Unione europea. Cosa ancora dovrà accadere prima che l’Unione europea si renda conto che la nostra risicoltura è in pericolo? Così non si può più continuare!» (12.08.2015)

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