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CREDITO D’IMPOSTA PER GASOLIO AGRICOLO

Gasolio agricolo

L’articolo 18 del DL 21/2022 ha introdotto il riconoscimento di un credito d’imposta alle imprese agricole pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante effettuato nel primo trimestre del 2022. Il tutto deve essere dimostrato mediante le fatture d’acquisto, al netto dell’IVA. (Il Venere lo potranno coltivare tutti?)

Il credito d’imposta è utilizzabile, entro il 31 dicembre 2022, esclusivamente in compensazione nel modello F24 ed è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi. Questo, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto.

La norma agevolativa prevede anche la possibilità di cedere il credito d’imposta. Questa è sicuramente un’importante opportunità per le aziende impossibilitate a compensare il credito con altri tributi.

CESSIONE DEL CREDITO

Il credito d’imposta in esame è infatti cedibile, per intero, dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi
gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione, fatta salva la possibilità
di due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di:

  • banche e intermediari finanziari iscritti all’albo previsto dall’art. 106 del DLgs. 1° settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia);
  • società appartenenti a un gruppo bancario iscritto all’albo di cui all’art. 64 del predetto Testo unico;
  • imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia ai sensi del DLgs. 7 settembre 2005 n. 209.


In caso di cessione del credito d’imposta, le imprese beneficiarie richiedono il visto di conformità, rilasciato dai soggetti abilitati, in relazione ai dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al credito d’imposta.

IL PARERE DI CONFAGRICOLTURA

Abbiamo chiesto un commento sulla suddetta misura a Fabrizio Filiberti, Direttore di Confagricoltura Vercelli e Biella. Secondo Filiberti un tax credit basato sugli acquisti di soli 3 mesi non è sufficiente, occorrerebbe estendere la durata. Il commento di Filiberti è assolutamente condivisibile infatti, se contiamo che a gennaio e febbraio per i risicoltori l’attività agricola è scarsa e di conseguenze anche gli acquisti di gasolio sono limitati, vuol dire applicare la misura su solo una mensilità (marzo). Filiberti auspica l’intervento delle autorità anche per incentivare e sostenere gli acquisti dei fertilizzanti e delle altre materie prime il cui costo è andato alle stelle.

IL PARERE CIA

Anche per Roccisano (responsabile fiscale di Cia Lombardia) la misura è insufficiente. «Mentre sul gasolio c’è stata una riduzione importante sulle accise che ha contribuito a far diminuire il costo, su quello agricolo (dove le accise erano già basse) la riduzione è stata poco significativa. Serve una misura strutturale e un aiuto al comparto zootecnico che, complice l’aumento dei costi dei mangimi e dell’energia elettrica necessaria per la mungitura, sta soffrendo notevolmente”. .

 IL PARERE COLDIRETTI

Giulia Gallarati (responsabile fiscale di Coldiretti Piemonte) auspica che la durata del provvedimento venga esteso e che vengano concessi incentivi per l’acquisto dei fertilizzanti e delle altre materie prime. Autore: Elettra Bandi.

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