COSA SUCCEDE IN LOMBARDIA?

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailCosa sta succedendo tra l’agricoltura lombarda e le istituzioni locali? Ce lo chiediamo perché le polemiche tra le due parti sono ormai all’ordine del giorno. Nessuno dimentica la “strigliata”...

regionelombCosa sta succedendo tra l’agricoltura lombarda e le istituzioni locali? Ce lo chiediamo perché le polemiche tra le due parti sono ormai all’ordine del giorno. Nessuno dimentica la “strigliata” dell’assessore all’agricoltura Gianni Fava alla risicoltura, accusata di avere poco coraggio perché non investe milioni di euro nel cluster del riso. Ora è la Coldiretti ad attaccare. Riapre il fronte dell’Expo. L’acqua che verrà usata per la manifestazione internazionale – scrive in una nota – deve tornare alla terra e non finire nel sistema fognario o dispersa lungo il corso dell’Olona, altrimenti le zone a sud di Milano rischiano di pagare un deficit idrico di almeno 3 metri cubi al secondo, con problemi di irrigazione verso Pavia e verso Lodi. L’allarme è della Coldiretti di Milano Lodi e Monza Brianza. “Negli ultimi 50 anni l’espansione urbanistica di Milano ha stravolto un reticolo irriguo che risale ai tempi di Leonardo da Vinci, abbassato la quota naturale della falda e ridotto le aree agricole che generavano naturalmente scorrimenti naturali di acqua dai terreni – spiega Alessandro Ubiali, Presidente della Coldiretti di Milano Lodi e Monza Brianza – adesso qualsiasi sottrazione o modifica dello scorrimento delle acque senza ritorno nei canali principali come ad esempio il Naviglio Grande rischia di creare scompensi seri a tutto il patrimonio irriguo agricolo”. Le zone più colpite sono quelle a sud est del capoluogo lombardo, a valle dei depuratori di Nosedo e di San Rocco. “Per questo – aggiunge Ubiali – è strategico il rifornimento idrico della Darsena e la riqualificazione del cavo Ticinello, non possiamo certo permetterci di sprecare anche una sola goccia d’acqua. Quindi va bene l’anello azzurro a servizio dell’Expo ma quell’acqua deve tornare alla terra agricola in particolare su quel triangolo verde ai cui vertici si trovano Milano Pavia e Lodi”. Ma non è l’unica questione che divide. Più recente è la questione degli espropri dei e terreni sventrati, che sempre la Coldiretti definisce “il lato oscuro della Teem”, la nuova superstrada che collegherà Melegnano alla Milano-Bergamo-Brescia, attraversando un territorio che per il 90% è a verde agricolo. “Sono arrivati, hanno preso il campo e sono partiti con le ruspe, senza che potessi fare nulla” dicono gli agricoltori. Quasi tutti i soci Coldiretti colpiti dalla Teem, oltre cento famiglie – spiega la Coldiretti Lombardia – non hanno ancora visto i risarcimenti e neppure una proposta di accordo, nonostante i lavori siano iniziati nel luglio 2012 e adesso siano quasi conclusi: nel frattempo ci sono stati terreni danneggiati, aziende amputate e coltivazioni interrotte.“La tangenziale esterna di Milano non può essere realizzata sulla pelle degli espropriati” si legge in una mozione approvata ieri dal consiglio regionale e che fa il paio con una simile di un anno fa con la quale si indicava alla società costruttrice che i valori di mercato dei terreni dove aveva aperto i cantieri erano superiori a quelli di esproprio e che quindi bisognava trovare dei criteri condivisi e un protocollo d’intesa simile a quello già usato per Brebemi. “Gli uffici della Regione hanno avanzato un’ipotesi che però è stata rifiutata dalla stessa TE Spa” spiega Claudio Pedrazzini, consigliere di Forza Italia e al fianco degli agricoltori della Coldiretti nella battaglia per il risarcimento dei danni.“E’ come se qualcuno entrasse in casa vostra sfondando la porta, la occupasse, vi offrisse quattro soldi e poi vi dicesse di arrangiarvi se non siete d’accordo. Ma vi pare possibile? Sono logiche di cento anni fa. C’è da chiedersi quale sia il ruolo della società della Regione, Infrastrutture Lombarde, in tutta questa storia” spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia. E aggiunge: “Non si capisce perché con la Brebemi sia stato possibile raggiungere un accordo, sofferto, ma almeno un accordo e qui invece sono mesi che chiediamo un incontro per definire la questione e non ci hanno nemmeno fissato una data. Cosa pensano, che gli agricoltori non hanno diritti? Beh, si sbagliano. E i padroni della Teem rischiano di avere più di un problema, altro che inaugurazione in pompa magna nei prossimi mesi con le istituzioni in prima fila”. (08.05.14)

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Risicoltura
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