L’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha approvato l’attuale tasso tariffario del 513 per cento della Corea del Sud sul riso importato: lo ha affermato il ministero dell’agricoltura di Seoul.
Il Wto ha rilasciato un certificato due mesi dopo che Seoul ha raggiunto accordi con cinque esportatori di riso – Stati Uniti, Cina, Australia, Tailandia e Vietnam – sulla percentuale dei dazi della Corea del Sud sul riso importato, secondo il Ministero delle Politiche Agricole.
I cinque paesi, che avevano contestato l’elevata tariffa della Corea del Sud nel 2014, hanno inviato lettere all’organismo commerciale globale per informarlo che il problema è stato risolto. La Corea del Sud impone un dazio molto elevato sul riso importato dal 2015. In base a questa misura, la Corea del Sud sarà in grado di mantenere la tariffa sul riso importato nel momento in cui i quantitativi importati superano la quota di 408.700 tonnellate di importazioni annue di riso. La Cina rappresenta 157.195 tonnellate della quota, seguita dagli Stati Uniti con 132.304 tonnellate, il Vietnam con 55.112 tonnellate, la Thailandia con 28.494 tonnellate e l’Australia con 15.595 tonnellate.
Il riso è un alimento fondamentale per i coreani, ma il suo consumo è stato in costante calo negli ultimi decenni a causa principalmente dei cambiamenti nella dieta e nelle abitudini alimentari, rendendo particolarmente importante per la Corea del Sud proteggere il segmento e i suoi produttori.


