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I 70 NON BASTANO

da | 25 Giu 2024 | NEWS

borsa

Vercelli ufficializza i 70 €/q lordi per il gruppo Carnaroli, già vociferati a Mortara venerdì (leggi). Questa l’unica novità proposta dai listini piemontesi tra lunedì e martedì, in un mercato ancora dominato dalla domanda. L’offerta mostra una propensione alla vendita altalenante e disponibilità trasferibili (223.979 tonnellate) poco maggiori della media degli ultimi 3 anni (216.489 tonnellate).

ANDAMENTO OTTIMO DEI TRASFERIMENTI NEL 2024

Tale valore in questa campagna rischia di rivelarsi scarso. Ciò alla luce dei noti ritardi agronomici dovuti al clima avverso che posticipano e creano incertezza per l’arrivo del nuovo raccolto. A portarci allo squilibrio attuale tra le parti ha contribuito anche il buon andamento del collocamento, deducibile da quantitativi di risone trasferito in continua crescita negli ultimi mesi. Nel 2024, soprattutto dopo l’inizio della primavera, non solo ci siamo mantenuti su livelli maggiori del mercato precedente, come accade da inizio rilevazioni viste anche le 170.000 tonnellate in più raccolte, ma abbiamo avvicinato anche i valori della campagna 2021/2022, rispetto alla quale al contrario l’ultimo raccolto risulta in calo di 39.000 tonnellate. Un riferimento importante anche in quanto precedente alla forte crescita dei prezzi dovuta alla siccità 2022 e, in parte, agli sviluppi dei conflitti internazionali.

Nel dettaglio i numeri riportati da Ente Risi su RisoNews partono da un -27% (nel trasferito 23/24 rispetto a 21/22) il 28 novembre, che diventa -23% il 9 gennaio, -19% il 19 marzo, fino al sorprendente -8% dell’ultima rilevazione (vedi).

CONTESTO OPPOSTO AD UN ANNO FA

Questo importante avvicinamento, sembra legato ad un parallelo riavvicinarsi dei prezzi sugli scaffali, cresciuti nello scorso mercato dopo l’apprezzamento del risone per i motivi citati e che anno ripreso a scendere nel 2024, dopo i noti cali all’ingrosso. Tale parallelismo sottolinea una volta di più come vi sia un limite di prezzo che se superato rischia di compromettere lo sviluppo del collocamento del risone che si produce mediamente in Italia. Oggi, nonostante quantitativi ritirati dalle riserie maggiori, la domanda è presente in pressoché tutti i settori e si registrano apprezzamenti. Nel giugno 2023 le riserie erano imballate dagli acquisti precedenti, pur inferiori, faticavano a collocare ai prezzi raggiunti sugli scaffali e si registravano cali di 5 €/q di settimana in settimana per il risone.

Ad influire nel buono sviluppo dello smercio vi è stata anche la limitata disponibilità di merce importata, scaturita da vari fattori tra cui il maggior costo dei trasporti. Ciò risulta evidente nel mercato dei lunghi B e, in misura minore, dei lunghi A da parboiled. Entrambi i risoni rimangono a 60 €/q lordi nei listini, anche se per gli “indica” si parla di scambi fino a 63 €/q lordi. La disponibilità minima di merce spinge ulteriormente un comparto per il quale già la quotazione odierna pare elevata in relazione all’andamento abituale. Vedremo se le ultime borse che quotano i lunghi B, Novara e Mortara, ufficializzeranno queste voci o se si arriverà alla non quotazione senza passi avanti.

CLASSICO E ARBORIO VERSO I 75 €/Q

Ancora molta richiesta per il mercato interno, per il quale i 70 €/q lordi sembrano consolidati per tutti i risi disponibili. Il gruppo Roma, tuttavia, viene ancora quotato 65 €/q lordi. Nonostante queste migliori remunerazioni rispetto ai mesi scorsi, la non elevata offerta disponibile sembra trattenere la merce, puntando a valutazioni maggiori. Queste paiono raggiungibili viste le voci di Carnaroli Classico e gruppo Arborio (per le rese ottimali) scambiati a 75 €/q lordi e similari di pregio come Caravaggio a 72/73. Questi risi, come più volte ribadito, probabilmente saranno anche meno disponibili la prossima stagione, trattandosi di varietà tardive e suscettibili al brusone (scopri il primo bollettino della Regione Piemonte), quindi seminate meno e con più rischi per la produttività in questa annata.

I risi più in difficoltà rimangono i tondi generici, essendo gli unici per i quali la domanda non sembra disposta a sacrifici maggiori vista la buona disponibilità attuale e prevista. Si resta così a 45 €/q lordi per quasi tutte le varietà, eccetto Sole e Cl 18 a 50. A queste cifre pochi scambi, essendo scarsa la voglia di vendere. Stabili i mercati di Selenio a Centauro, venduti ai prezzi ufficiali. Autore: Ezio Bosso

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