TORNA A MUOVERSI IL REGOLAMENTO BIO

Pressioni del Copa Cogeca: «Non si può restare fermi, i produttori esigono certezze»

BIOStretta tra Brexit e Russia, l’agricoltura europea è alla ricerca di nuovi punti di riferimento, a partire dalla normativa per il settore biologico: un comparto in forte crescita, che tuttavia sconta l’arretratezza della normativa a regolamenti ormai considerati inadeguati allo sviluppo del comparto. Una proposta di rinnovamento è stata presentata dalla Commissione europea nel marzo del 2014, ma da allora, sono stati effettuati diversi passi e alcuni emendamenti ma senza arrivare ad un’approvazione. Anzi, il segretario generale della federazione delle associazioni professionali e delle cooperative agricole Copa Cogeca, Pekka Pesonen, ha sottolineato alcuni giorni fa che non tutti i punti politici sono stati concordati sulle nuove regole europee in materia. Il tema, ha ricordato, è stato lasciato in stand by fino al cambio di presidenza. La Slovacchia l’ha assunta a partire dal primo luglio, e soltanto nelle prossime settimane si capirà se questo tema sarà o meno sull’agenda del prossimo semestre europeo. «Crediamo – ha spiegato Pekka Pesonen – che molti miglioramenti siano stati apportati al testo rispetto alle proposte iniziali della Commissione, sul fatto di mantenere le aziende miste. Questo dà agli agricoltori un incentivo per convertire gradualmente dall’agricoltura tradizionale al biologico, ma vogliamo che siano introdotte rapidamente le nuove regole in modo che i produttori abbiano maggiori certezze. Non possono permettersi un lungo periodo senza una guida politica e giuridica a causa di tutte le instabilità in corso». Alcuni passi in effetti sono stati compiuti: dopo la presentazione della proposta di regolamento, nel 2015 c’è stato dapprima un confronto nel Consiglio d’Europa, poi un successivo rapporto del Parlamento europeo, nell’ottobre dell’anno scorso. Secondo la relazione presentata dalle autorità di Bruxelles all’ultima edizione di Biofach, la fiera specializzata che si è tenuta nel febbraio scorso (consultabile all’indirizzo http://ec.europa.eu/agriculture/organic/documents/presentations/biofach.pdf) l’azione 12 del piano di azione per il futuro della produzione biologica nella EU dovrebbe mettere in campo, su input della Commissione europea, un sistema di certificazione elettronica per le importazioni, nell’ambito del sistema Traces. Le aspettative riguardo questa nuova modalità comportano una miglior  tracciabilità dei prodotti, la riduzione di comportamenti fraudolenti, ed un minor carico amministrativo per operatori e autorità, e l’avvio di una banca dati statistici sull’import di prodotti biologici. Il testo originale del marzo 2014 per un nuovo regolamento relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici metteva al centro le preoccupazioni dei consumatori e dei produttori: il testo, poi ritoccato, intendeva ovviare ad alcune carenze del sistema attuale, sulla scorta del fatto che nell’ultimo decennio il mercato UE dei prodotti biologici ha quadruplicato la sua estensione. Tre gli obiettivi principali: mantenere la fiducia dei consumatori, mantenere la fiducia dei produttori e facilitare il passaggio degli agricoltori alla produzione biologica. Gli obiettivi della Commissione restano quelli di rafforzare e armonizzare le norme, sia all’interno dell’Unione europea che con riguardo ai prodotti importati, sopprimendo molte delle attuali eccezioni in materia di produzione e controlli; rafforzare i controlli basandoli sul rischio; facilitare il passaggio dei piccoli agricoltori all’agricoltura biologica introducendo la possibilità di aderire a un sistema di certificazione di gruppo; tener conto in modo più adeguato della dimensione internazionale degli scambi di prodotti biologici con l’aggiunta di nuove disposizioni in materia di esportazioni; e infine semplificare la legislazione per ridurre i costi amministrativi a carico degli agricoltori e migliorare la trasparenza. Per aiutare agricoltori, produttori e dettaglianti del comparto biologico ad adeguarsi alla proposta di riforma delle politiche e ad affrontare le sfide future, la Commissione ha inoltre approvato un piano d’azione che prevede una migliore informazione degli agricoltori sulle iniziative in materia di sviluppo rurale e di politica agricola dell’UE sul biologico, un rafforzamento dei legami tra i progetti di ricerca e innovazione e la produzione biologica nonché incentivi all’uso di alimenti biologici, ad esempio nelle scuole.

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