SYNGENTA (RI)LANCIA IL RIFIT

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A volte ritornano. Non sono poche le infestanti che hanno ragione di temere il ritorno di una “vecchia concoscenza” del diserbo. Si tratta di Rifit Ec, l’erbicida anti germinello ritirato sette anni fa e che oggi Syngenta rilancia per riposizionarsi nella risicoltura nazionale, in vista di nuovi investimenti sulle sementi ibride. Effetto sorpresa, dunque, con un bersaglio importante – il giavone (foto grande) – ma non solo quello. A detta di chi lo vende, il target del prodotto, che è stato riformulato e si propone come l’ariete di piani di diserbo integrati, quindi sempre in associazione ad altri erbicidi, è rappresentato da tutte le maggiori infestanti (Alisma plantago-aquatica, Cyperus difformis, Schoenoplectus mucronatus, Echinochloa app, Eleocharis spp. Heterantera limosa, Heterantera reniformis, Leptochloa fascicularis e riso crodo) e il suo valore aggiunto consiste nell’azione anti-resistenze: “I diserbanti di post emergenza autorizzati sul riso sono prevalentemente Als-inibitori per il controllo di graminacee e dicotiledoni e ACCasi-inibitori per il controllo delle graminacee – spiega la società che ha lanciato il prodotto ieri a Milano – ma la loro applicazione ripetuta ha determinato la selezione di popolazioni di infestanti resistenti, come Alisma plantago-aquatica, Cyperus difformis, Schoenoplectus mucronatus ed Echinochloa app”. Quest’ultima in particolare “desta fortissima preoccupazione” per via della resistenza multipla.

Il principio attivo di questo erbicida selettivo con attività fogliare e residuale, il pretilachlor,  appartiene alle cloroacetammidi, una famiglia “diffusa a livello mondiale senza resistenze da 30 anni”  come ha spiegato ieri Claudio Campagna, responsabile dello sviluppo di nuovi prodotti. Questo principio attivo è caratterizzato da un meccanismo di azione specifico del tutto differente da quello degli erbicidi attualmente utilizzati in risaia, in quanto si esplica tramite l’inibizione del processo di mitosi nella divisione cellulare (gruppo K3 HRAC – Herbicide Resistance Action Commitee): il pretilachlor viene assorbito rapidamente da ipocotile, mesocotile coleoptile delle infestanti in germinazione. Tutto ciò gli permette di essere più efficace dei prodotti Als-inibitori e Accasi-inibitori. Ma è soprattutto l’azione di “resistance breaker” a interessare i risicoltori alle prese con problemi che spesso impongono di passare per la falsa semina o la monda manuale. Syngenta promette ai risicoltori un meccanismo d’azione “del tutto differente” da quello dei prodotti Als e ACCasi-inibitori, in grado di opporsi anche a popolazioni resistenti agli altri erbicidi “resistance breaker”. Le ragioni per cui questo prodotto possa essere utile ai risicoltori italiani le ha illustrate durante la presentazione l’agronomo Maurizio Tabacchi: “La disponibilità di erbicidi con nuovi e differenti meccanismi d’azione (MoA) su riso è diminuita nel corso degli ultimi anni. Ad oggi sono autorizzati in postemergenza diversi erbicidi, che possono essere suddivisi in tre tipologie: ALS-inibitori, ACCasi-inibitori e ormonici: con questa ridotta disponibilità di MoA gli agricoltori hanno esercitato nel corso degli anni una notevole pressione di selezione nei confronti delle malerbe. Il GIRE (Gruppo Italiano Resistenza agli Erbicidi) ha recentemente aggiornato i dati sulle “Resistenze in risaia”. Oltre alle storiche presenze di Alisma plantagoaquatica, Schoenoplectus mucronatus, Cyperus difformis resistenti ad ALS-inibitori si sono aggiunte anche molte popolazioni di Echinochloa spp”. Proprio per quanto concerne i giavoni (che possono portare a perdite del 25%), ad aggravare questa situazione sono già state individuate popolazioni resistenti sia ad ACCasi-inibitori, sia popolazioni con resistenza multipla (ovvero resistenti ad ALS-inibitori e ACCasi-inibitori). “Rispetto alle formulazioni impiegate in passato, per Rifit EC sono stati modificati alcuni coformulanti allo scopo di migliorarne l’efficacia nei confronti delle infestanti e la selettività nei confronti del riso” conferma l’agronomo, secondo cui “questo erbicida consente di integrare un meccanismo d’azione alternativo a quelli esistenti e anche di assicurare una sostanziale attività residuale su numerose infestanti annuali da seme (cioè quelle che più facilmente selezionano nel tempo biotipi resistenti). Tali caratteristiche permettono perciò, soprattutto in interventi di post-emergenza precoce e in miscela con altri principi attivi, di aumentare in modo evidente il livello di controllo delle infestanti, agendo sia sulle popolazioni resistenti sia su quelle ancora sensibili ad altri erbicidi. Questa funzione assume ancora più rilevanza se oggi, oltre a riguardare le infestanti ciperacee e alismatacee, l’uso di pretilachlor può diventare essenziale anche per la gestione dei giavoni”.

La società spiega che “Rifit EC, idoneo anche in presemina con dose 2-2,4 litri ad ettaro) si impiega elettivamente in post-emergenza precoce con la pianta allo stadio di 1-2 foglie, distribuendo il prodotto su camera sgrondata (non in sommersione). La risommersione deve essere effettuata entro 48 ore dal trattamento sia su semina in acqua sia su semina interrata. In post-emergenza, si utilizza a un dosaggio di 1,5-2 litri ad ettaro, in miscela con i principali erbicidi (Als, ACCasi, ormonici) e consente quindi un approccio integrato alla gestione delle resistenze”. Usato in post-emergenza, questo prodotto evidenzia una “fortissima sinergia” con gli Als e può essere impiegato in tutti i piani diserbo, sia nel controllo tradizionale delle infestanti che in abbinamento alla tecnologia Clearfield®. Il Rifit EC non può essere utilizzato nelle Zps. (29.03.14)

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Risicoltura
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