SCOPERTO CHI HA DIFFUSO IL GIAVONE

Uno studio di Nature spiega come è iniziata la diffusione della malerba
I primi coltivatori di riso hanno inconsapevolmente aiutato un’infestante invasiva, il giavone, che è anche un formidabile imitatore, a stabilirsi nelle risaie. lo spiega uno studio pubblicato sulla rivista Nature, nella sezione Ecology & Evolution. L’Echinochloa crus-galli non ha solo infestato le risaie asiatiche, ma da allora è diventato un problema anche in America e in Italia, diventando una delle peggiori erbacce del pianeta. Assorbe fino all’80% dell’azoto dal suolo e funge da ospite per numerosi virus a mosaico, inclusa la necrosi dei cereali.

Lo studio genomico della Zhejiang University, dell’Accademia cinese delle scienze e della Washington University di St. Louis mostra che il giavone ha beneficiato delle pratiche di coltivazione umana, tra cui il diserbo manuale continuo, mentre si stava diffondendo nella regione di Yangtze circa mille anni fa. Con la loro somiglianza, i coltivatori di riso hanno lasciato sul posto le erbe che meglio imitavano il riso, partecipando a loro insaputa alla loro stessa selezione. I genomi delle erbe infestanti imitanti e quello della stessa erba nella sua forma tradizionale sono stati sequenziati per comprendere come si verifica il processo. L’erba pratica una forma di mimetismo, chiamato mimetismo vaviloviano, cioè un adattamento delle erbacce per imitare le piante domestiche.

Nel caso di Echinochloa crus-galli, il fusto cresce dritto come una pianta di riso invece di diffondersi a terra, e come un vero camaleonte erige persino steli verdi anziché rossi. «Con l’avvento dell’agricoltura circa diecimila anni fa, gli uomini di tutto il mondo hanno iniziato a creare un meraviglioso habitat da sfruttare per le specie vegetali naturalmente invasive», afferma uno dei firmatari dell’articolo, il professor Kenneth Olsen, sul sito web della Saint Louis University, negli Stati Uniti.
«Le erbacce agricole più efficaci e aggressive sono quelle che hanno sviluppato caratteristiche che consentono loro di sfuggire al rilevamento e proliferare in questo nuovo ambiente fertile». Il professor Longjiang Fan, della Zhejiang University, che ha condotto la ricerca, pone altre questioni: «Con l’aiuto del professor Olsen stiamo sviluppando una popolazione genetica sperimentale per il fenotipo mimetico, usando due linee parentali di E. crus-galli con e senza “faccia di riso”. Speriamo di poter mappare i QTL di imitazione del riso nel prossimo futuro. Questo documento apre solo il vaso di Pandora del mimetismo delle colture. Molti aspetti interessanti sul mimetismo delle colture non sono ancora stati documentati e in futuro dovranno essere approfonditi. Ad esempio, ci chiediamo se le piante di Echinochloa stanno subendo il mimetismo, quale sia Il ruolo dell’erbicida nel mimetismo delle erbe infestanti di Echinochloa e se ci sono stati costi del mimetismo, proprio come l’addomesticamento». Tutti temi su cui i ricercatori dovranno continuare ad indagare.
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