RICERCA NOMISMA SU INTERNET E AGRICOLTURA

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailInnovazione, tecnologia, divulgazione. Potrebbe essere incentrato su queste tre parole il filo conduttore della presentazione dello studio effettuato da Nomisma su “Internet e Agricoltura”, avvenuta il 15 dicembre a...

foto FlavioInnovazione, tecnologia, divulgazione. Potrebbe essere incentrato su queste tre parole il filo conduttore della presentazione dello studio effettuato da Nomisma su “Internet e Agricoltura”, avvenuta il 15 dicembre a Milano presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” e promossa da Image Line Network. La ricerca di Nomisma si basa su un campione di circa 1300 aziende (di cui solo il 2,4% con produzione risicola) che aderiscono alla community di Image Line e che hanno risposto ad un questionario sul loro approccio alle ITC (Information and Communications Technologies). Ne è risultato un quadro complesso, illustrato da Denis Pantini, direttore dell’area agro-alimentare di Nomisma. Ma che delinea comunque la figura di un imprenditore agricolo molto aperto all’uso responsabile delle tecnologie informatiche, ritenute utili da quasi il 77% del campione. Che chiede alla rete molti dati meteo, ma che è interessato alle “app” con informazioni fitosanitarie, oltre che  a strumenti per la “precision farming” e le mappature basate su droni e sensori.

tnPer converso, a fronte di una buona accessibilità alle informazioni in rete, si riscontra tra gli intervistati una forte richiesta di affidabilità dei dati e delle notizie. Probabilmente l’interesante ricerca di Nomisma è condizionata da un campione costituito da agricoltori che si collocano comunque in una fascia “medio-alta” nel panorama nazionale (basti pensare che al 6° Censimento dell’ Agricoltura, che peraltro risale a quasi cinque anni fa, i dati Istat riferivano di solo 61 mila aziende “informatizzate” su 1,6 milioni di aziende censite). La riprova sembra emergere dai dati sul titolo di studio degli intervistati (spesso in possesso di laurea o diploma) e da quelli sulla superficie media delle aziende coinvolte nell’ indagine (ben 43 ettari, quasi un’ enormità rispetto alla ben più modesta media nazionale). La presentazione, aperta da un videomessaggio di Paolo De Castro e dai saluti dell’ assessore lombardo Gianni Fava e del direttore del Museo della Scienza Fiorenzo Galli, che ha sottolineato l’ importanza della “biodiversità intellettuale” come strumento di crescita, è stata seguita da una tavola rotonda con lo stesso Denis Pantini, col prof. Piero Augusto Nasuelli dell’ Università di Bologna, con il risicoltore Nino Chiò, pioniere dell’ agricoltura di precisione, e con Ivano Valmori, CEO di Image Line, e conclusa da una visita a “Food People”, la mostra permanente “per chi ha fame di innovazione” allestita all’ interno del Museo della Scienza e della Tecnica. Autore: Flavio Barozzi (15.12.2015)

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