REFRESH DEI TERRENI LOMBARDI

Dopo la presentazione delle DU PAC 2019 inizierà l'aggiornamento della banca dati e avrà effetto retroattivo

Il 2018 è stato anno del “refresh” per la Lombardia e cioè di aggiornamento della banca dati grafica GIS delle superfici agricole, con la realizzazione – da parte di AGEA – di nuove fotografie aeree del territorio lombardo. L’operazione viene effettuata, per ogni regione, ogni 3 anni (l’ultimo infatti è stato il 2015). Il refresh comporta che tutte le superfici seminabili di tutte le aziende agricole sono revisionate. AGEA ha comunicato di non aver ancora caricato i nuovi dati sui sistemi informatici (SIAN e SISCO), per non interferire con le procedure di presentazione delle DU PAC 2019. Passata la scadenza PAC, vi sarà la fornitura delle nuove fotografie aeree e dei nuovi dati di seminabilità. Il caricamento avrà effetti retroattivi sul 2017 e sul 2016 per quelle situazioni (chiamate “eclatanze”) in cui il refresh evidenzia variazioni da superficie “ammissibile” a “non ammissibile” (con conseguente recupero di eventuali importi erogati in eccesso).

Terreno certificato

Già, ma cos’è il Refresh? E’ il progetto finalizzato alla certificazione preventiva della componente territoriale delle aziende agricole italiane. Agea, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, ha una banca dati grafica, in pratica si tratta di foto aeree di tutto il territorio regionale, in cui si distinguono le superfici agricole (cioè quelle eleggibili a Sau, superfici agricole utili) che usufruiscono dei contributi europei, e le superfici non agricole che invece non hanno diritto a contributi. A cadenza triennale Agea effettua i rilievi aereofotogrammetrici per aggiornare i dati del sistema integrato di gestione e controllo (SIGC). La lettura delle foto consente ad Agea di individuare gli usi del suolo di ciascuna azienda e quando questa interpretazione non collima con quanto dichiarato nel fascicolo aziendale si creano le famigerate anomalie che rallentano e bloccano l’erogazione degli aiuti comunitari alle aziende agricole anche quando si procede all’allineamento dei dati.

Controllo preventivo delle dichiarazioni

L’obiettivo perseguito è quello di intercettare preventivamente eventuali errori o anomalie nell’ambito delle dichiarazioni degli agricoltori mediante il controllo preventivo dei dati territoriali per l’accesso agli aiuti comunitari, consentendo di conseguenza, in ultima analisi, il pieno sfruttamento dei fondi comunitari assegnati all’Italia evitando sanzioni della Commissione.Ma vediamo nel dettaglio come funziona il procedimento: le riprese aeree aggiornate per 1/3 del territorio nazionale ogni anno, secondo un piano per “regioni complete” definito con la Commissione UE; le ortofoto digitali sono a colori e ad altissima risoluzione (50 cm a terra); le attività di fotointerpretazione dell’uso del suolo, effettuate sulle ortofoto digitali, prevedono una “copertura integrale” delle aree, essendo eseguite sia per le aree ad uso agricolo che per quelle ad uso non agricolo. Le aree vengono fotointerpretate direttamente sulla ortofoto “in continuo”, secondo una suddivisione del suolo in “appezzamenti” omogenei delimitati da confini fisici naturali o artificiali (strade, acque, limiti fisici, fossi, creste delle montagne, …); tale attività di “individuazione oggettiva dell’uso del suolo” è indipendente dalle informazioni di conduzione o possesso delle porzioni di territori da parte dei produttori. Infine, AGEA fornisce agli Organismi Pagatori i risultati di tale “foto interpretazione a tappeto del territorio (Refresh)” per le attività di competenza, ovvero per il pagamento degli aiuti sulla base di tale foto interpretazione.

Le specificità del riso

Le specificità agronomiche della coltura del riso nelle condizioni italiane, dove necessita di particolari strutture per la gestione delle acque, richiedono l’adozione di modalità particolari di fotointerpretazione e la conoscenza di alcuni elementi caratteristici della coltura del riso in sommersione.Le strutture menzionate sono: arginelli, che delimitano le singole camere (solitamente hanno larghezza inferiore ai 2 metri), non vanno disegnati e quindi rimangono inclusi nell’appezzamento classificato come “Area seminabile”; canali e argini di secondo ordine, disegnati e classificati come “Aree di servizio funzionali alla coltura” se: di larghezza inferiore a 6 metri (ma maggiore di 2 m); funzionali esclusivamente alla coltura del riso e adiacenti ad una camera di coltivazione; manutenuti nel rispetto delle norme di condizionalità, altrimenti, essi andranno classificati con la classe opportuna a seconda dei casi (acque, manufatti, tare).

Il parere di Coldiretti

Secondo Alessandro Rota, Presidente Coldiretti Milano Monza e Brianza e consigliere della federazione Lombardia non si verificheranno problematiche eclatanti, poiché dal 2015 al 2018, non ci sono state le grandi opere che invece hanno impattato in Lombardia durante il periodo pre Expo.«Sarebbe comunque stato meglio avere il Refresh prima della Pac, così da poter formulare le domande nel modo più tendente al perfetto» conclude.

Il parere di Confagricoltura

Umberto Bertolasi, Direttore Confagricoltura Lombardia, sottolinea quanto sia corretto non interferire con le scadenze ma, al tempo stesso evidenzia come la problematica stia nelle tempistiche di quando questa operazione viene fatta: «la domanda 2019 potrebbe contenere già errori e purtroppo l’operatore del CAA non ha un ulteriore strumento per verificare la correttezza. Fino a gennaio si dispone del tempo utile, da sempre ci si confronta con gli Opr su questa tematica ma, ancora non si e’ raggiunta una soluzione idonea all’utente. Il 4-5% delle domande errate ci obbliga a noi ed ai risicoltori ad un anno di odissea per risolvere l’anomalia».

Il parere della Cia

Anche Giovanni Daghetta, Presidente Cia Lombardia, trova (in qualità anche di risicoltore) assurdo riscontrare variazioni nella mappatura del proprio terreno: «dopo tanti anni ancora non si e’ giunti ad una soluzione, le ombre, i ristagni d’acqua e molte altre problematiche non fanno in modo che il terreno possa essere rilevato o in qualche caso scambiato per fossetto. Con gli strumenti di altissima precisione di cui oggi siamo dotati in ogni settore, anche in quello agricolo, certi gap andrebbero superati molto più velocemente».

Parla Opr Lombardia

In conclusione, Giovanni De Ferrari, Responsabile del Sistema Informativo e Fascicolo Aziendale di OPR Lombardia, specifica: «il refresh tratta di fotointepretazione uso suolo di particelle e pertanto l’applicazione non comporta nuovi dati di seminabilità ma dati di fotointerpretazione uso suolo aggiornati». In merito alle tempistiche di applicazione del refresh e l’impatto sulle richieste di contributo di domande grafiche, comunica che essendo la procedura ancora in corso di lavorazione non è possibile fornire in questo momento né una stima dei tempi di applicazione né una valutazione che l’impatto della stessa potrà avere sui pagamenti. Autore: Martina Fasani

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Risicoltura
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