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OBBLIGHI DI CONTROLLO DELLE IRRORATRICI

da | 11 Apr 2016 | Tecnica

Fototessera Vancetti D.La Regione Piemonte ha recentemente inviato a tutte le aziende agricole, mediante posta elettronica certificata, un documento relativo alle scadenze previste per il controllo funzionale obbligatorio delle macchine irroratrici. Gli obblighi previsti dal Piano di Azione Nazionale e le specificità richieste da alcune misure del Piano di sviluppo rurale 2014-2020, rendono tuttavia necessarie alcune precisazioni in merito alle diverse tipologie di operazioni da eseguire.

Il controllo funzionale delle macchine irroratrici (http://www.risoitaliano.eu/non-e-solo-questione-di-ugelli/) è obbligatorio e deve essere svolto da Centri Prova autorizzati che, seguendo uno specifico protocollo di prova, eseguono verifiche visive e strumentali atte ad accertare il corretto funzionamento dei componenti della macchina.

La procedura di calibrazione (impropriamente definita come “regolazione obbligatoria”) deve invece essere svolta periodicamente dall’agricoltore/utilizzatore professionale (dopo opportuna formazione) con il supporto di una check list, (opportunamente predisposta dalla Regione) e, se presenti, degli strumenti in dotazione alla macchina irroratrice (libretto uso e manutenzione, strumentazione varia ecc.). Lo scopo di tale procedura, è quello di adeguare l’irrorazione alle specifiche realtà colturali/varietali aziendali e di individuare, ad esempio, il corretto volume di distribuzione in ossequio ad eventuali specifiche riportate nelle etichette di agrofarmaci, biocidi, bagnanti ecc. L’agricoltore/utilizzatore professionale dovrà peraltro registrare, almeno annualmente, (su apposita scheda o sul registro dei trattamenti) la data di calibrazione ed i volumi di distribuzione utilizzati per le principali tipologie colturali.

In ultimo rimane la procedura classificata come “regolazione strumentale” che può essere svolta a completamento delle verifiche funzionali recanti esito positivo. Tale operazione va eseguita presso Centri Prova autorizzati, in quanto richiede l’utilizzo di idonee strumentazioni (es. banchi prova) ed è finalizzata alla regolazione dei principali parametri operativi della macchina. Nel caso delle irroratrici per colture erbacee, i medesimi sono ascrivibili per lo più all’altezza di lavoro ottimale (in funzione della tipologia di ugelli, altezza del bersaglio ecc.) ed alla velocità e direzione dell’aria (es. macchine equipaggiate con sistema a manica d’aria). L’obbligo di questa procedura è per ora previsto solo da alcune misure del piano di sviluppo rurale (es. misura 10-11) ed ha una validità di cinque anni. Autore: Davide Vancetti, dottore agronomo e titolare del Centro Prova Irroratrici “Davide Vancetti” Regione Piemonte, Vercelli  davide.vancetti@gmail.com (10.04.2016)