L’EREDITA’ DI UN INVERNO MITE E SECCO

Il professor Luigi Mariani analizza il semestre appena concluso e conferma i timori dei risicoltori sulla siccità

luigimarianiCon quest’articolo, il professor Luigi Mariani, uno dei massimi esperti di clima, inizia a dialogare con i risicoltori italiani attraverso Risoitaliano.eu. Gli diamo il benvenuto e lo leggiamo con interesse. Ecco il suo primo articolo: «Il semestre ottobre-marzo, convenzionalmente indicato come “semestre freddo”, si è caratterizzato per il prevalere di un regime circolatorio da ovest – sudovest che ha quasi del tutto escluso gli ingressi di aria fredda polare continentale di origine siberiana, che specie nel Nord Italia sono forieri delle grandi ondate di freddo invernali.

Più nello specifico la carta circolatoria nella figura che riproduciamo sotto, ottenuta interrogando la banca dati dell’ente statunitense per l’atmosfera e l’oceano – NOAA, mostra per l’area euro-mediterranea l’anomalia verificatasi nel livello di pressione di 850 hPa, rappresentativo della bassa troposfera in quanto si colloca intorno ai 1500 m di quota. Si noti che l’Italia rientra nella zona ad anomalia positiva (area evidenziata con i colori dal rosso al giallo chiaro). La forma del campo di anomalia indica che il responsabile del fenomeno è stato un promontorio anticiclonico di blocco da sudovest, il cui frequente riproporsi ha garantito l’afflusso di masse d’aria mite dall’Atlantico subtropicale, limitando altresì il transito di perturbazioni atlantiche, fatto questo che è emerso in modo spiccatissimo a novembre e a dicembre, mesi poverissimi di precipitazioni, il che è da considerare fortemente anomalo. A riprova di tale giudizio si veda la tabella 3 (in fondo) in cui si mostrano i livelli di anomalia precipitativa di novembre e dicembre con riferimento alla serie storica di Milano Brera, che è una delle più lunghe del mondo avendo inizio nel 1763. Non anomali a livello pluviometrico sono stati invece gli altri mesi del semestre (ottobre, gennaio, febbraio e marzo): ad esempio gennaio con riferimento alla serie di Brera si è collocato al 72° posto fra i meno piovosi.

Figura 1 - Anomalia 850 hPa

Legenda: anomalia del livello barico di 850 hPa. Dal giallo al rosso sono indicate le anomalie positive. La forma del campo di anomalia indica che l’anomalia stessa è frutto dell’anomalo persistere di anticicloni subtropicali da sudovest, fenomeno che si è verificato in particolare nei mesi di novembre e dicembre 2015 che sono risultati anormalmente poveri di precipitazioni.

Un inverno dunque mite e relativamente povero di precipitazioni come ci mostrano le tabelle che riproduciamo al termine dell’articolo e che riportano le medie termiche e pluviometriche per il Nord Italia e le relative anomalie, ottenute confrontando i valori del periodo 1 ottobre 2015 – 31 marzo 2016 con le medie del periodo 1988-2015 (28 anni). La scelta del periodo 1988-2015 come “normale climatica” si giustifica con il fatto che nel 1987 il clima europeo è stato oggetto di un brusco cambiamento climatico che ci ha portati nella fase climatica attuale, che rispetto alla fase climatica precedente si caratterizza a livello europeo per una temperatura media più elevata di 1°C. Pertanto il periodo 1988-2015 è da considerare come rappresentativo del clima attuale.

Si noti che sul Nord Italia le temperature hanno presentano una lieve anomalia positiva (+0.7°C nei minimi e +0.8°C nei massimi) mentre le precipitazioni hanno manifestato una moderata anomalia negativa (-35% rispetto alla norma e cioè la media del periodo 1988-2015), essendo piovuti in media 263 mm contro una norma di 348. Si tratta di un livello di anomalia pluviometria tutt’altro che rilevante come si può evidenziare  consultando la serie storica di Milano Brera (una delle più lunghe del mondo avendo inizio nel 1763). Tale serie ci indica infatti che nel semestre 2015-2016 sono piovuti 361 mm contro una media dei 30 semestri precedenti di 475 mm. Inoltre un semestre invernale meno piovoso del 2015-2016 si è registrato in ben 53 anni sui 252 considerati, e cioè nel 21% degli anni (in media 1 anno ogni 5).

In ogni caso un’anomalia pluviometrica negativa si traduce in un innevamento alpino inferiore alla norma, il che potrebbe comportare ripercussioni negative sull’approvvigionamento idrico estivo del riso, un aspetto sul quale mi astengo per ora da ulteriori commenti in quanto non ho dati a disposizione per poterli formulare». Autore: Luigi Mariani, Museo Lombardo di Storia dell’Agricoltura e Università degli Studi di Milano – Disaa luigimariani957@gmail.com (11.04.2016)

Tabella 1 – Temperature e precipitazioni medie del semestre ottobre 2015 –marzo 206 per l’Italia nel suo complesso e per le tre subaree del Nord, del Centro e del Sud [elaborazioni dell’autore su dati NOAA – Gsod].

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Tabella 2 – Anomalie delle temperature e delle precipitazioni medie del semestre ottobre-marzo per l’Italia nel suo complesso e per le tre subaree del Nord, del Centro e del Sud [elaborazioni dell’autore su dati NOAA – Gsod]

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Tabella 3 – La tabella mostra, ordinati a partire dal meno piovoso, i mesi di  novembre e dicembre meno piovosi presenti nella serie storica di Milano relativa al periodo 1763-2016. Si noti che novembre 2015 è stato il 6° meno piovoso di tutta la serie (preceduto da 1988, 1983, 1981, 1921 e 1805) mentre dicembre 2015 è stato l’8° meno piovoso. Il novembre meno piovoso in assoluto è stato il 1988 (solo 0.2 mm) ed il dicembre meno piovoso il 1843 (0 mm) [i dati dal 1763 al 2000 sono di Milano Brera mentre quelli dal 2001 al 2016 sono frutto di misure meteorologiche dell’autore].

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