MANCA L’ACQUA? COLPA DEI GIORNALISTI

Est Sesia emette un comunicato molto polemico ma che conferma i problemi denunciati

All’inizio, di fronte alle nostre richieste di chiarimenti, la dirigenza di Est Sesia aveva minimizzato: «Neppure nelle recenti assemblee sono state lamentate particolari carenze manutentive, e penso che, se esistono casi isolati, se ne stiano già fattivamente occupando gli uffici di zona, essendo circostanze di normale amministrazione» ci ha dichiarato infatti il nuovo direttore Mario Fossati (leggi l’articolo) quando gli abbiamo fatto presente che piovevano in redazione lamentele da ogni parte del comprensorio irriguo. In realtà la situazione in Est Sesia dev’essere molto più tesa se, dopo averci pensato su una notte, il direttore ha preso in mano carta e penna e ha diramato un comunicato stampa avvelenatissimo contro le «notizie frammentarie e, spesso, imprecise, che hanno innescato una serie di polemiche riguardanti l’ente», promettendo di «fare chiarezza in maniera estremamente trasparente e tecnica circa la situazione delle acque di irrigazione». Non pago, ha ribadito «l’assoluta disponibilità al dialogo e siamo aperti ad ogni tipo di segnalazione da parte dei nostri consorziati, al fine di migliorare il servizio offerto sulla base delle disponibilità correnti». Come dire: ditelo all’acquaiolo, non al giornalista. (MA SAI DIFENDERE IL TUO RISO?)

Punto sul vivo, per di più nella settimana in cui Fossati era costretto a incontrare a Roma il direttore generale di Anbi Massimo Gargano (da mesi si parla delle mire di Coldiretti su Est Sesia), il consorzio ha replicato alle doglianze con un’analisi che spiega perché manchi l’acqua. Ha scelto di farlo, malgrado le lamentele riportate da Risoitaliano.eu si riferissero sia ai territori lombardi che a quelli piemontesi, focalizzando l’attenzione sulla sola Lomellina e l’ha titolato “Il paradosso di una crisi umana”. Ma, quel che più conta, ha dovuto confermare l’esattezza delle nostre preoccupazioni. Addirittura, Est Sesia adombra «una criticità enorme e fin anche i primi concreti rischi di localizzate perdite di raccolti». Ma vediamo cosa scrive Est Sesia.

Il testo del comunicato

«Il sistema irriguo lomellino è un qualcosa di unico e come tale è caratterizzato da un equilibrio delicato dove un minimo errore di programmazione può comprometterne l’efficienza.

L’irrigazione nel nostro comprensorio utilizza tre elementi: le portate, il tempo e la falda. le prime due sono elementi facili da comprendere mentre il terzo è un fattore poco noto eppure esiste da sempre e se esiste l’irrigazione e la coltivazione di riso e delle marcite prima nei nostri comuni è proprio grazie al ricarico ed allo scarico della falda che mette in funzione i tanto celebrati fontanili, le colature e le risorgenze.

In questi giorni stiamo vivendo un paradosso assoluto, pur in presenza di una notevole quantità di acqua nei fiumi e nei corsi d’acqua derivati, stiamo riscontrando una criticità enorme e fin anche i primi concreti rischi di localizzate perdite di raccolti.

Cosa è successo? Come si è alterato questo equilibrio? I fattori che hanno contribuito all’attuale situazione di emergenza sono essenzialmente due: il primo un inverno particolarmente siccitoso dove le piogge di aprile e di maggio poco hanno contribuito a risollevare la situazione; il secondo è un fattore quasi esclusivamente antropico ed è la sempre più massiccia diffusione del riso seminato interrato che utilizza l’acqua solo dall’inizio di giugno, per di più sovrapponendosi alle prime irrigazioni dei mais.

L’equilibrio del sistema irriguo lomellino, a cui si deve aggiungere anche il sistema irriguo della pianura novarese (i due sistemi costituiscono un tutt’uno), lo si raggiunge quando le irrigazioni, o meglio la sommersione, pur nell’accezione moderna, iniziano a metà aprile grazie alle derivazioni dai grandi fiumi (Ticino, Po, Dora Baltea e Sesia), consentono il ricarico della falda per percolazione e l’attivarsi di colature, e raggiungono il massimo della portata irrigua proprio nel mese di giugno quando si ha la piena disponibilità sia dei canali derivati che delle acque di risorgenza e colatura.

In questo momento, complice una diffusione di riso seminato interrato su quasi l’80% del comprensorio, si ha la quasi totale carenza di fonti interne (risorgive, colature e torrenti interni come Agogna, Terdoppio e Erbogna)  che rappresentano oltre il 30% della disponibilità delle risorse irrigue di Est Sesia.

Inoltre le risorgive si concentrato, per un ovvio fattore altimetrico, nella porzione terminale del comprensorio, per intenderci a sud di Mortara, dove si hanno le maggiori criticità che rasentano l’emergenza.

Solo l’eccezionale disponibilità ancora presente nei fiumi principali consente di sussidiare una rete che, storicamente in questo periodo dell’anno, non ha mai necessitato di aiuto, tale sussidio va a discapito delle utenze dei canali derivati ma rappresenta un obbligo essendo l’Est Sesia un consorzio.

Se intervenissero scelte coerenti con l’equilibrio irriguo del nostro territorio, come ad esempio favorire la semina in acqua su almeno il 50 % della superficie entro fine aprile con idonee misure nel piano di sviluppo rurale, si potrebbero accumulare in falda oltre 300 milioni di metri cubi di acqua, un volume pari ad oltre 1,20 metri di livello del Lago Maggiore.

Una simile accumulo in falda, fino agli scorsi anni praticato grazie alla semina in sommersione, tenuto conto che il carico/scarico della falda ha un ciclo di circa 40 giorni, garantirebbe una maggior portata diffusa di quasi 80.000 litri al secondo, che equivalgono alla risoluzione della pesante criticità che stiamo vivendo.

Mai come in questo caso la risoluzione del problema è nelle nostre mani». Autore: Paolo Viana

 

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